Pechino intende correggere l’appiattimento dell’onda demografica e completare la modernizzazione nelle zone rurali
Lavorare sull’incremento del tasso di natalità
Ultimamente, la Cina ha sperimentato una notevole contrazione della crescita demografica, probabilmente come fenomeno sintomatico della politica del figlio unico del 1979, corretta da quella del 2016 che consentiva a tutte le famiglie di avere più di un figlio. Nel 2016, infatti, anno che inaugurò la “politica di apertura ai due figli”, è stato constatato un notevole aumento delle nascite, sebbene il tasso di natalità sia tornato a scendere nel 2017, con 17,2 milioni di bambini nati rispetto ai 17,9 dell’anno precedente.
A partire dal riscontro di una crescita stentata della popolazione, l’Accademia Cinese delle Scienze Sociali ha fatto notare che un calo della natalità implica che presto saranno troppo pochi i lavoratori che potranno sostenere una popolazione immensa come quella cinese, per di più principalmente anziana. Di conseguenza, la Commissione Sanitaria Nazionale ha sostenuto che è necessario far fronte alla diminuzione della popolazione per mezzo di un completo rilassamento della politica di pianificazione familiare, proponendo nuove politiche sociali al fine di incoraggiare le famiglie ad avere più figli. La RPC è consapevole del fatto che il tasso di fertilità è direttamente proporzionale agli oneri economici delle famiglie, alla fruibilità dell’assistenza sanitaria nonché alla possibilità di trovare un impiego. Da questo punto di vista, come ha riferito a China Daily Lu Jiehua, professore di studi sociali dell’Università di Pechino, «è probabile che l’ulteriore allentamento delle regole di pianificazione famigliare non produca risultati visibili nei primissimi anni, ma questa mossa costituirà un passo fondamentale per l’incremento delle nascite negli anni a venire».
All’interno di questo quadro, il Dragone sta attuando ampie riforme socio-economiche, quali l’annullamento del congedo tardivo dal lavoro, l’incremento dei sussidi e di politiche di sostegno per le giovani coppie che intendono avere figli, che si focalizzano sul miglioramento delle pratiche matrimoniali e sulle necessità materne come fattori significativi che rimedieranno al tasso stagnante della procreazione.
Il percorso verso la “povertà zero”
Oltre all’intenzione di investire massicciamente sull’incremento del tasso di natalità, Xi ha sottolineato la necessità di rinvigorire la vitalità rurale al fine di accelerare la modernizzazione dell’agricoltura nelle campagne. Difatti, il coinvolgimento delle zone rurali rientra tra le priorità del 14esimo piano quinquennale degli anni 2021-2025, come parte dell’attuazione del “grande ringiovanimento della nazione cinese”. All’interno di questo contesto, si prevede di migliorare il benessere dei contadini e la qualità di vita nelle campagne, unitamente al miglioramento della qualità dei prodotti agricoli e della sicurezza alimentare: il progetto di “modernizzazione delle aree rurali”, infatti, è teso a garantire la crescita dei redditi degli agricoltori, in modo tale che essi possano godere di un alto standard di vita proprio come i cittadini urbani.
Per quanto riguarda l’ammodernamento agricolo, il governo ha sottolineato la necessità di accelerare la costruzione di un sistema moderno di approvvigionamento cerealicolo e dell’allevamento, promuovendo un’acquacoltura e un’idrocoltura sane e salutari, rivolgendosi anche alle nuove tecnologie verdi e alle energie rinnovabili su cui la RPC sta puntando sempre di più. Inoltre, le autorità hanno insistito sul mantenimento di una produzione di 1,8 miliardi di mu (120 milioni di ettari) di terra coltivabile grazie all’ausilio delle attrezzature moderne, al fine di produrre terreni agricoli che possano essere fruibili e “resilienti” nonostante le possibili siccità e inondazioni, che sono solite colpire la Cina.
A fronte di questi nuovi progetti Xi Jinping sembra essere ottimista, tanto da credere che entro il 2025 la Cina vedrà progressi sostanziali nella modernizzazione delle campagne e nello “sviluppo verde” dell’agricoltura grazie all’ottimizzazione delle infrastrutture rurali e dei servizi pubblici di base, che potranno contrastare le diseguaglianze, in termini di reddito e di qualità di vita, tra i residenti rurali e quelli urbani. Infatti, come ha spiegato Xi in merito alle strategie da attuare al fine di ridurre la povertà, «bisogna ricercare i fatti sulla base della verità: la guida e lo sviluppo devono riflettere le condizioni locali»: questo spiega come le autorità dovrebbero avere una piena comprensione delle condizioni locali al fine di sradicare l’impoverimento in modo mirato ed efficiente.
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