Grazie all’automazione la regione autonoma del Xinjiang è uno dei maggiori produttori di derivati da pomodoro al mondo
Le fabbriche di inscatolamento di concentrato di pomodoro presenti nella regione autonoma dello Xinjiang sono di sicuro molto importanti per gli amanti della pizza e delle patatine con il ketchup. Solo nel 2020, la regione ha prodotto quasi 720.000 tonnellate di prodotti derivati dal pomodoro, pari a più dell’85% del totale cinese. In una di queste fabbriche, situata nel distretto autonomo di Yanqi Hui, c’è Aysam Sawut, una giovane operatrice di 29 anni. Ogni giorno Aysam osserva una consolle di controllo mentre ascolta musica in cuffia, così come fanno anche altri 26 suoi colleghi. La giovane ventinovenne e tutti gli altri operatori sono impiegati in una fabbrica altamente automatizzata, che ogni anno produce circa 6.000 tonnellate di concentrato di pomodoro, di cui la metà viene venduta all’estero.
Con ogni probabilità un concentrato di pomodoro su cinque disponibile sul mercato mondiale è stato prodotto nella regione del Xinjiang, ormai diventata uno dei maggiori produttori ed esportatori al mondo del prodotto agrodolce. Per Yang Ruisheng l’autunno è la stagione più gioiosa dell’anno. Coltivatore di pomodori e capo di una cooperativa rurale locale a Yanqi, Yang possiede circa 40 ettari di piantagione di pomodori. «Quest’anno si prospetta un raccolto eccezionale e la forte domanda sul mercato ha contribuito ad aumentare il prezzo dei nostri pomodori», ha spiegato Yang. Un ettaro di pomodori è in grado di far guadagnare agli agricoltori locali più di 75.000 Renminbi (circa 11.650 dollari) di reddito lordo. Il coltivatore ha aggiunto che i produttori di concentrato di pomodoro sgomitano per ottenere le materie prime necessarie, al punto da essere persino disposti ad andare a raccoglierle personalmente nei campi.
Nelle piantagioni di Yanqi si vedono spesso grandi macchine schiaccia-pomodori. La meccanizzazione è usata nella catena industriale per la cura della piantagione e la raccolta e la lavorazione dei pomodori. Nelle piantagioni il lavoro umano serve solo per far cadere i frutti dalle piantine nella macchina mobile a intervalli regolari. «I pomodori sono piantati con un distanziamento fisso tra una fila e l’altra in modo da facilitare la raccolta meccanizzata», ha spiegato Xiong Xiangdong, un tecnico agricolo impiegato a Yanqi. Vengono anche impiegati droni per spruzzare pesticidi, insieme ad appositi dispositivi con sensori per aiutare a separare i pomodori acerbi, i gambi e le zolle. «Normalmente in sole 10 ore le macchine riescono a raccogliere i pomodori di circa 6.667 metri quadrati di superficie di piantagione, pari alle dimensioni di un campo da calcio, mentre sono necessari almeno tre o quattro giorni se si fa affidamento sul lavoro umano», ha precisato Ma Liang, un operatore addetto all’utilizzo di macchine agricole che arriva a guadagnare più di 15.000 Renminbi nella stagione del raccolto, che dura 50 giorni.
L’industria del concentrato di pomodoro dello Xinjiang non è solo molto efficiente, ma anche piuttosto redditizia: più del 90% dei prodotti a base di pomodoro provenienti della regione viene venduto all’estero, soprattutto in Italia, Russia, Africa e Medio Oriente. Il concentrato di pomodoro prodotto a Yanqi è ricco di licopene, ha un buon sapore e difficilmente contiene muffe: tutto questo è possibile grazie al clima secco, al sole splendente, alla terra fertile e al forte sbalzo termico tra il giorno e la notte che si riscontrano a livello locale. «I nostri prodotti sono molto popolari nei Paesi del Medio Oriente», ha specificato Zhang Gaohui, presidente della fabbrica in cui lavora la giovane Aysam Sawut. Zhang è impiegato nel settore da circa 26 anni e ha grande fiducia nei suoi prodotti.
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