L’area archeologica dell’antica città di Liangzhu è il 55° bene culturale della Cina ad essere dichiarato Patrimonio Mondiale UNESCO
Le rovine archeologiche dell’antica città di Liangzhu sono state dichiarate Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Situate lungo il bacino del fiume Yangtze, sulla costa sud-orientale del Paese, le rovine di Liangzhu rappresentano un eccezionale esempio di civiltà urbane precoci. I monumenti, la pianificazione urbana, il sistema idrico e la gerarchia sociale espressa dalla differenziazione delle sepolture, indicano una struttura complessiva molto avanzata per l’epoca neolitica (3300-2300 a.C.).
Con l’ingresso del sito nella lista dei siti patrimoni dell’umanità, la Cina raggiunge quota 55. Ma da grandi “poteri”, si sa, derivano grandi responsabilità.
Così la Cina è decisa a dedicare i suoi sforzi alla protezione dei siti storici e archeologici. Tutelare il patrimonio culturale significa elaborare piani per la gestione dei rischi, contenere il numero di turisti per attenuare le potenziali minacce e prendere misure precauzionali anche in merito al traffico che attraversa i siti.
Liu Yuzhu, capo dell’Amministrazione Nazionale del Patrimonio Culturale, ha dichiarato che il Paese amplierà l’area di scavo nella città di Liangzhu per condurre ulteriori ricerche.
“Le rovine archeologiche della città di Liangzhu sono una delle più importanti scoperte archeologiche della Cina nel ventesimo secolo e rappresentano un importante sito culturale che testimonia i 5.000 anni di storia della civiltà del Paese”.
Insomma, le rovine della città rivelano i segreti della Cina antica e l’influenza che questa ha avuto sulla Cina contemporanea. Per questa ragione il sito storico di Liangzhu merita particolari cure e attenzioni. Secondo Liu, per tutelare al meglio l’eredità dei beni culturali, c’è bisogno di rafforzare la comunicazione e la cooperazione tra agenzie governative e di apprendere dall’esperienza dei Paesi leader nel campo del patrimonio culturale.



