Pechino e Teheran rinnovano la loro cooperazione strategica per far fronte all’era post-pandemica e per garantire stabilità in Medio Oriente
Recentemente la Cina ha firmato un accordo di 25 anni con l’Iran al fine di rafforzare la cooperazione bilaterale con il Paese nonché per impegnarsi maggiormente negli affari interregionali nel Medio Oriente. Tale accordo è stato immediatamente interpretato dai media occidentali come una nuova “concorrenza geopolitica”, sorta a seguito delle sanzioni statunitensi contro la Cina e contro l’Iran. Tuttavia, come ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi, «la Cina sta tentando di incentivare e di diversificare la sua economia nell’era post-COVID, allacciando legami più stabili e affidabili con Paesi la cui politica “non oscilla ogni volta che cambia la sua leadership”», alludendo chiaramente agli Stati Uniti. Per di più, il piano di cooperazione Cina-Iran è il risultato degli sforzi di entrambe le parti, le quali già nel 2016 decisero di creare una partnership strategica congiunta.
Nello specifico, come ha sostenuto Ding Long, professore di studi sul Medio Oriente presso la Shanghai International Studies University, «la Cina e l’Iran hanno una lunga storia di cooperazione: l’Iran, infatti, è un partner vitale all’interno del contesto della Belt and Road Initiative, dove da una parte Teheran necessita della Cina per ottimizzare le proprie infrastrutture interne, mentre dall’altra la Cina ha bisogno di importare petrolio dall’Iran per garantire la sua sicurezza energetica. Di conseguenza, considerare l’accordo tra i due Paesi come contraccolpo alle sanzioni statunitensi non è altro che un’interpretazione estremamente semplicistica».
Chiaramente, le asserzioni occidentali derivano dalla consapevolezza che, sotto l’amministrazione Trump, gli USA hanno imposto dure sanzioni a Teheran, facendo precipitare rovinosamente le relazioni con l’Iran a seguito dell’assassinio nel 2020 di Qasem Soleimani a Baghdad, su ordine dell’ex presidente americano. Contestualmente, dopo essere entrato in carica, Joe Biden ha ripetutamente avanzato il desiderio di riavviare i negoziati con l’Iran al fine di revocare le sanzioni unilaterali e tornare al Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). Tuttavia, è la Cina che attualmente sta avanzando una cooperazione pragmatica con Teheran al fine di disinnescare alcune vulnerabilità geopolitiche nel Medio Oriente, soprattutto per quanto concerne la ripresa dalle recessioni economiche causate dallo shock pandemico.
Dal loro canto, il presidente iraniano Hassan Rouhani e il portavoce del ministero degli Esteri Saeed Khatibzadeh hanno ribadito la loro intenzione di stringere ulteriormente legami con la Cina per via degli interessi e degli impegni condivisi da parte delle due nazioni nonché per impegnarsi nello stabilire una zona del Medio Oriente priva di armi nucleari, in linea con il progetto della prevenzione della proliferazione nucleare.
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