Le due sessioni politiche annuali assumono i risultati storici del “modello cinese” come chiave di ripresa per uno sviluppo mondiale sostenibile
Mercoledì 3 marzo, Wang Yang, membro del Comitato permanente dell’Ufficio politico del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, ha presieduto la riunione di chiusura della quarta sessione del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese. La riunione del massimo organo consultivo politico cinese ha preceduto il raduno del 13esimo Congresso Nazionale del popolo, il quale sta aprendo la sua sessione annuale: giovedì 4 marzo, infatti, i politici e i legislatori cinesi hanno inaugurato le “due sessioni politiche annuali” in merito alle quali la Cina delibererà lo sviluppo socio-economico del Paese dei prossimi anni.
Data la peculiare situazione mondiale, il raduno di quest’anno sembra essere ancor più cruciale di ogni altro evento politico, dal momento in cui il Dragone ha da poco celebrato la vittoria completa nell’eliminazione della povertà e sta mettendo a punto le nuove direttive incentrate sulla fascia annuale 2021-2025, nonché il progetto del China Vision for 2035, il quale vede concretizzarsi il modello di sviluppo multilaterale della “doppia circolazione”, che contempla una maggiore collaborazione tra il mercato nazionale cinese e quello internazionale, con il “Made in China” come pilastro fondamentale della crescita sostenibile della comunità mondiale. Al riguardo, infatti, la Cina sta lavorando attivamente per garantire una crescita economica positiva non solo nel proprio territorio, ma osservando attentamente anche la situazione interregionale dell’ASEAN e della Nuova Via della Seta, monitorando, soprattutto, le realtà dei Paesi in via di sviluppo con l’obiettivo di dare il proprio contributo nella lotta globale contro la povertà.
Difatti, sebbene le sessioni del Congresso Nazionale del popolo vedano come “priorità e missione” dell’agenda politica del Dragone obiettivi nazionali legati alla totale eradicazione della povertà nel suolo cinese al fine di edificare una società moderatamente prospera sotto ogni aspetto sociale, Pechino sta affrontando con attenzione e solidarietà problemi legati alla sanità pubblica e alle campagne di vaccinazione anti-COVID-19 anche negli altri Stati, specialmente quelli più arretrati. Come ha sostenuto Guo Weimin, membro del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese, lungi dall’essere una strategia di “espansione geopolitica” da parte della Cina, la cui visione, tra l’altro, sarebbe miope, se non superficiale, l’assistenza mondiale del Dragone risponde alla necessità di risollevare il mondo dalla povertà e dalla crisi pandemica seguendo lo stesso modello dell’“anti-povertà con caratteristiche cinesi”, nonché la teoria ideologica di Xi Jinping riguardo alla costruzione di una comunità internazionale solidale in cui tutti gli uomini possano vivere armonicamente.
Di conseguenza, sulla scia delle intenzioni di Wang Yang e dell’intero Congresso nazionale del popolo, il quale intende concentrarsi sull’ottimizzazione delle capacità di consultazione e di miglioramento istituzionale della gestione e supervisione di operazioni strettamente nazionali, le sessioni del Congresso nazionale del popolo e i contributi del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese stanno tentando, con rinnovati slanci ed ispirazioni teoriche, di avviare una ripresa globale come conseguenza auspicabile delle destabilizzazioni sofferte negli ultimi tempi dovute alla crisi pandemica.
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