Diffusi i dati sull’andamento economico della Cina nei primi sei mesi dell’anno. Quali sono i fattori da tenere in considerazione per comprendere le tendenze di crescita e i punti di forza dell’’economia cinese
Articolo e foto forniti dallo Studio Sanlihe
Il 15 luglio è stato pubblicato il rapporto economico semestrale cinese. È stata registrata una crescita del 4,7% su base annua e del 4,3% nel secondo trimestre.
Secondo alcuni, il rallentamento della crescita del PIL indicherebbe un declino dell’economia cinese, ma analizzando in maniera più approfondita questo rapporto si può evitare di essere tratti in inganno da un singolo elemento. È sufficiente fare tre calcoli.
Innanzitutto, il calcolo del volume. Rispetto al primo semestre dello scorso anno, il PIL è aumentato di 3.600 miliardi di yuan, il maggiore aumento registrato nello stesso periodo degli ultimi cinque anni. Attualmente, in un contesto internazionale caratterizzato da conflitti geopolitici, fluttuazioni dei prezzi dell’energia e catene di approvvigionamento e industriali in difficoltà, il fatto che l’economia cinese sia riuscita a stabilizzare il mercato nonostante i molteplici shock esterni, operando entro un intervallo ragionevole è di per sé un aspetto di considerevole valore.
A livello globale, il confronto rende il fatto ancora più significativo. Ad esempio, si prevede che nel secondo trimestre l’economia degli Stati Uniti crescerà del 2,1%, in calo rispetto al 2,7% registrato nel primo trimestre, quella del Giappone dovrebbe scendere dallo 0,4% allo 0,2%, mentre per l’Eurozona la crescita prevista si attesta intorno allo 0,5%. È interessante notare che di recente il Fondo Monetario Internazionale ha abbassato le previsioni di crescita economica globale, ma ha alzato quelle per la crescita economica cinese di 0,2 punti percentuali, portandole al 4,6%. Il contrasto tra il calo e il rialzo rappresenta il riconoscimento della resilienza e del potenziale dell’economia cinese.
In secondo luogo, il calcolo dei fattori trainanti. Come dichiarato dal Fondo stesso, il motivo per il quale il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni sulla Cina è legato agli ottimi risultati ottenuti dal settore manifatturiero ad alta tecnologia cinese e alle esportazioni correlate cha hanno dato impulso all’economia cinese. Nella prima metà dell’anno, il valore aggiunto della manifattura high-tech è aumentato del 13,3%, superando di 7,9 punti percentuali il valore aggiunto complessivo delle imprese di dimensioni superiori a una determinata soglia. Il valore dell’import-export ha superato per la prima volta i 25.000 miliardi di yuan. Dietro a questa impennata si cela un cambiamento nei fattori trainanti della crescita.
Secondo stime preliminari dell’Ufficio Nazionale di Statistica, nella prima metà di quest’anno, i nuovi motori di crescita, rappresentati dalla manifattura di fascia alta, dall’economia digitale e dai servizi moderni, hanno contribuito per oltre il 40% alla crescita economica complessiva. Ad esempio, grazie all’esplosione della domanda di chip per computer e chip di memoria di fascia alta, innescata dalla rivoluzione tecnologia globale dell’intelligenza artificiale, la produzione di circuiti integrati da parte delle imprese industriali di dimensioni superiori a una certa soglia è aumentata del 23,1% nella prima metà dell’anno, raggiungendo i 279,8 miliardi di unità. Cosa significa produrre 279,8 miliardi di unità? Significa che in media vengono prodotti oltre 1,5 miliardi di chip ogni giorno. L’intelligenza artificiale sta alimentando il commercio estero: nella prima metà dell’anno, le esportazioni di circuiti integrati hanno raggiunto i 177,28 miliardi di dollari, con un incremento del 96% su base annua, quasi raddoppiando. Luo Zhiheng, capo economista e direttore dell’Istituto di ricerca di Yuekai Securities, ha dichiarato a Sanlihe che lo sviluppo della produzione manifatturiera di fascia alta è vantaggioso per stabilizzare le catene industriali e di approvvigionamento a livello nazionale e per rafforzare attivamente la sicurezza economica a livello internazionale.
Infine, il calcolo del contributo. Nella prima metà dell’anno, non solo le esportazioni cinesi sono aumentate vertiginosamente, ma le importazioni sono cresciute ancora di più, segnando un tasso di crescita del 22,1% e superando il tasso di crescita delle esportazioni del 13,4%. Il volume delle importazioni ha inoltre superato per la prima volta i 10.000 miliardi di yuan, grazie alla crescita ottenuta dalle importazioni provenienti da oltre 150 Paesi e regioni. Questo significa che la Cina, in quanto maggiore Paese manifatturiero al mondo e secondo mercato di consumo al mondo, ha aperto le proprie porte ai beni globali, offrendo opportunità concrete al mondo.
Il contributo economico della Cina al mondo non si limita a essere una forza trainante, ma svolge soprattutto il ruolo di valvola di sicurezza. Di recente, molti media stranieri hanno affermato che la Cina ha salvato l’economia mondiale. Secondo lo statunitense Wall Street Journal, la Cina sta sostenendo l’economia mondiale importando meno petrolio. Il francese Le Figaro ha sostenuto che questa è la seconda volta che la Cina salva l’economia mondiale. Anche Deutsche Welle ritiene che la significativa riduzione delle importazioni di petrolio greggio da parte della Cina negli ultimi mesi stia salvando l’economia globale.
I dati mostrano che nel mese di giugno le importazioni cinesi di petrolio greggio sono state pari a 29,272 miliardi di tonnellate, con una diminuzione del 41,3% rispetto all’anno precedente. Luo Zhiheng ritiene che la Cina si trovi attualmente in una fase cruciale di transizione dai vecchi ai nuovi motori di crescita e di ammodernamento della sua struttura industriale, un processo durante il quale il volume totale è sottoposto a pressioni e differenziazione strutturale. Tuttavia, si tratta di fenomeni temporanei, una volta che la trasformazione avrà successo, soprattutto cogliendo le opportunità offerte dalla nuova ondata di rivoluzione tecnologica, il lato dell’offerta potrà diventare più autosufficiente e forte, mentre il lato della domanda sarà più stabile e dipendente dalla domanda interna, portando a una crescita economica più stabile.
I pessimisti si concentrano sulle fluttuazioni a breve termine, mentre gli ottimisti guardano le tendenze a lungo termine. Il tasso di crescita è un indicatore solo superficiale, mentre la velocità di ammodernamento industriale, il potenziale di un mercato enorme e la capacità di stabilizzare l’economia globale sono i veri punti di forza dell’economia cinese.



