Il teatro della Federazione Unitaria Italiana Scrittori ha ospitato la proiezione del documentario Alle tre del pomeriggio: l’eco mondiale di una poesia del rider, alla presenza del poeta e della sua traduttrice italiana Martina Benigni
Si è svolta giovedì 5 marzo presso il Teatro degli Scrittori a Roma una nuova proiezione del documentario Alle tre del pomeriggio: l’eco mondiale di una poesia del rider. Dopo la prima nella sede di Roma9 a San Lorenzo lo scorso dicembre, anche questa volta la storia del poeta cinese Wang Jibing e della sua traduttrice italiana Martina Benigni è stata accolta con grande calore dal pubblico che ha riempito il teatro della Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS). E a rendere ancora più speciale questo nuovo appuntamento è stata la presenza di entrambi i protagonisti, che grazie al loro incontro, alla loro passione per la letteratura e alla poesia Alle tre del pomeriggio sono riusciti a costruire un ponte culturale tra Cina e Italia.
Ad aprire la serata un video dedicato alla città di Kunshan, che ha permesso al pubblico presente di scoprire il luogo dove vive il poeta Wang Jibing, dove prendono forma le sue poesie e che ha fatto da cornice al suo incontro con Martina Benigni.
È a Kunshan, infatti, che Wang Jibing vive e lavora. Prima di essere un poeta, Wang Jibing è un rider, che tra una consegna e l’altra ama scrivere poesie per raccontare i propri sentimenti, le proprie impressioni e la quotidianità delle persone che incontra. Le sue poesie sono semplici ma hanno significati profondi, raccontano la vita della gente comune nella Cina contemporanea. Negli ultimi anni, ne ha scritte oltre 6.000, che sono state pubblicate in numerose riviste di poesia e letteratura in Cina e all’estero. Proprio per questa sua passione per la letteratura e la poesia è stato affettuosamente ribattezzato dagli internauti cinesi il “poeta-rider”.
La sua particolare storia e le sue poesie sono arrivate fino a noi grazie a Martina Benigni, dottoranda in Civiltà dell’Asia e dell’Africa presso la Sapienza Università di Roma. Martina durante un soggiorno in Cina all’Università di Shanghai si è imbattuta in una raccolta di poesie di Wang Jibing, è rimasta particolarmente colpita dalla poesia Alle tre del pomeriggio e ha deciso di tradurla. Quella poesia ha smosso qualcosa dentro di lei, l’ha fatta pensare al fratello, che in Italia svolge lo stesso lavoro e le ha suscitato quindi emozioni particolari. Con il supporto della professoressa Silvia Pozzi, docente presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e dell’Officina di Traduzione Permanente, Martina ha tradotto la poesia in italiano e la traduzione è stata pubblicata sulla rivista Internazionale.
La storia di questo incontro tra due persone legate dalla comune passione per la letteratura e la poesia, grazie a Suzhou Broadcasting System, è stata raccontata nel documentario Alle tre del pomeriggio: l’eco mondiale di una poesia del poeta-rider, che non si limita a narrare l’incontro tra due persone, ma racconta un incontro tra due mondi che, seppur lontani, lo sono in realtà solo in apparenza.
Grande apprezzamento per il documentario è stato unanimamente espresso dal presidente della Fuis Natale Antonio Rossi e dal Consigliere Culturale dell’Ambasciata Cinese in Italia Zhang Lingxiao, che hanno messo l’accento sulla duratura amicizia tra Italia e Cina, sul valore degli scambi culturali e sul grande potere di connessione insito nella letteratura. Entusiasta anche la vicesegretaria della Suzhou International Cultural Exchange Promotion Association, Guo Yuehong, che ha ribadito come «la poesia non conosce confini: ovunque ci troviamo e qualunque sia la nostra professione, il desiderio di bellezza e la ricerca di una dimensione spirituale da parte degli esseri umani sono universali». Guo Yuehong ha poi colto l’occasione per presentare l’esposizione Due torri pendenti, un unico mondo allestita a margine dell’evento. Un progetto che sottolinea il legame tra Suzhou e l’Italia, mettendo in relazione la Pagoda della Collina della Tigre, simbolo dell’antica città di Suzhou, e la Torre Pendente di Pisa, simbolo della civiltà italiana e testimone dello splendore del Rinascimento. Pur essendo separate da migliaia di chilometri, queste due torri sono entrambe celebri nel mondo per la loro particolare inclinazione.
Cuore della serata non potevano che essere l’intervento del poeta Wang Jibing e della sua traduttrice Martina Benigni, che hanno portato sul palco la storia della loro incontro che si è poi trasformato in un’amicizia duratura, nata dal loro amore per la letteratura. Wang Jibing ha condiviso con il pubblico la sua storia personale, il suo passato, i molti lavori fatti prima di diventare un rider e la sua visione della poesia, ma soprattuto della vita. Con parole semplici, ha colpito al cuore il pubblico presente in sala, tra cui sedevano docenti universitari, studenti di cinese e appassionati di letteratura e di Cina.
A chiudere la serata la lettura di alcune poesie di Wang Jibing, che hanno permesso di entrare ancora più nel profondo dell’animo del poeta e del suo stile. Dopo la proiezione di un video con la lettura di alcuni passi tratti da diverse poesie e letti in sei lingue diverse, Manuel Gentile, attore diplomato all’Accademia Beatrice Bracco, ha dato voce ad altre tre poesie tradotte in italiano da alcuni studenti dell’Università di Urbino.
L’evento è stata organizzato da FUIS Federazione Unitaria Italiana Scrittori, Roma 9 Centro di Scambi Economici e Culturali sino-italiani e Suzhou International Cultural Exchange Promotion Association.










