I Tujia rappresentano, con 8 milioni di persone, l’ottava minoranza etnica più numerosa tra le 56 presenti in Cina.
L’agglomerato principale di questa etnia si può trovare nella zona delle montagne Wuling che si sviluppa tra le regioni Hunan, Hubei, Guizhou e tocca anche la provincia di Chongqing. Dell’area fa parte la famosa attrazione turistica del complessa montuoso di Zhangjiajie, noto per l’impressionante somiglianza con le Montagne Halleluja del film Avatar.
Altri gruppi dell’etnia poi si trovano nella parte occidentale dello Hunan nella prefettura autonoma Xiangxi dei Tujia e dei Miao e nella regione Enshi dello Hubei.
Lingua
Il dialetto Tujia deriva dal ceppo delle lingue tibeto-birmane. Attualmente si contano solamente 100.000 Tujia che lo parlano ancora. Molti di loro sanno parlare anche il dialetto dei Miao data la vicinanza territoriale delle due etnie.
Tale minoranza, come molte altre, non ha il proprio sistema di scrittura e perciò utilizza gli ideogrammi cinesi.
Storia
Si crede che i Tujia discendano dal popolo Ba che si insediò nella zona dell’odierna Chongqing più di 2000 anni fa. Nel 221 a.C. i Ba furono conquistati dall’imperatore Qin Shi Huangdi che in quel periodo unificò la Cina.
Da allora i Tujia hanno sempre mantenuto buoni rapporti con il governo centrale, cooperando con esso nella gestione e nel controllo delle altre minoranze etniche, con il principale obiettivo di scovare e reprimere rivolte delle stesse.
I Tujia erano ottimi guerrieri e costituivano una componente militare e sociale particolarmente importante durante la Dinastia dei Ming (1368-1644).
Nel 1901 con il collasso dell’ultima dinastia imperiale cinese, Qing, il caos e l’anarchia dilagarono per tutta la Cina. I territori dei Tujia vennero contesi tra molti proprietari terrieri e signori della guerra.
Solo dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese i Tujia venero riconosciuti ufficialmente come minoranza etnica.
Tradizioni: il matrimonio
Il matrimonio è considerato un avvenimento importantissimo nella vita di un Tujia e per questo coronato da molteplici usanze e tradizioni.
Per esempio la tradizione vuole che a partire da un intero mese prima del matrimonio, la sposa pianga per un’ora ogni giorno. Al rituale prendono gradualmente parte tutte le donne della famiglia.
Tale consuetudine era più popolare all’inizio del 17 ° secolo, ma ancora oggi è particolarmente diffusa. Il pianto non è simbolo di tristezza o sconforto. Al contrario, se condiviso, è sinonimo di solidarietà nonché espressione di gioia per accompagnare la sposa nella nuova vita coniugale.
Una sposa che non è in grado di versare lacrime è considerata poco educata e per questo giudicata inopportuna dalla propria comunità.
Secondo le credenze popolari le spose novelle non possono spazzare il pavimento a casa dei propri genitori durante la prima visita dopo il matrimonio. Questo perché si ritiene che il gesto porterebbe via la buona fortuna.
Lo sposo novello invece non può mangiare tutto il riso nella propria ciotola e non può ingoiare i due semi di soia messi nel suo bicchiere di vino, quando va a mangiare a casa della famiglia per la prima volta. Se non rispetterà queste due regole porterà povertà ai suoi genitori.
Il canto delle 10 sorelle (陪十姊妹 peishiyijie)
Il giorno prima del matrimonio i genitori della sposa invitano a casa 9 ragazze nubili del vicinato che terranno una cerimonia tradizionale con la donna.
Il rito consiste nel cantare canzoni per tutta la notte e piangere a turno assieme alla sposa, mentre un cuoco serve dieci pietanze, una a ogni pausa. Quindi alla fine ci saranno 10 piatti sul tavolo e la sposa avrà pianto 10 volte. Questo segna la fine del rito.
Canti e danze
I Tujia hanno un amore innato per la musica. Come dice Zhang Tongxin, un anziano signore Tujia intervistato da CGTN:
“Per noi Tujia se sai camminare allora sai anche ballare. Se sai parlare, allora sei anche in grado di cantare.”
I tujia hanno canzoni e danze per ogni occasione, per il raccolto per il matrimonio per festività e inaugurazioni, che vengono accompagnate dalla musica di strumenti tradizionali.
La danza tradizionale è la cosiddetta danza Baishou, o danza delle mani, la più antica e popolare danza del popolo Tujia e una delle più conosciute in Cina. .
In passato, era una specie di danza marziale, fatta prima di combattere. Durante il Capodanno Tujia centinaia o migliaia di persone eseguono la danza, indossando abiti splendidi dai colori accesi, cantando e suonando tamburi e gong nella notte e creando un’atmosfera, vivace, unica e suggestiva.
Abbigliamento
Tutti i Tujia indossano delle camicie senza colletto aperte sul lato sinistro, che hanno larghe maniche e bordi ricamati (spesso a mano). Nella parte superiore e sui polsini delle camicie ci sono dei piccoli bottoni a forma di fiore. Per quanto simile, l’abbigliamento di uomini e donne ha comunque alcune differenze.
Abbigliamento maschile
Gli uomini indossano un cappotto corto a doppiopetto. Sono soliti legarsi intorno alla vita una lunga fascia di stoffa. Portano pantaloni colorati molto larghi e usano un copricapo bianco o nero lungo fino a 2 metri. Come calzature utilizzano o sandali di paglia o scarpe di stoffa con una suola spessa e bianca.
Abbigliamento femminile
Le donne indossano una camicia con uno spacco sul lato sinistro. Mentre in passato indossavano gonne a balze oggi è più comune vederle con larghi pantaloni.
Le maniche delle camicie e l’orlo dei pantaloni sono decorati con ricami di fiori, uccelli, pesci e altri animali considerati portafortuna. Si intrecciano fili dai colori vivaci come rosso, giallo e verde per creare un effetto allegro.
Anche le donne Tujia usano copricapi lunghi fino a 2 metri e molto appariscenti. Amano adornarsi i capelli con pettini e forcine d’argento, soprattutto durante le festività. Indossano orecchini, bracciali in oro, argento o giada.
Gli abiti sono sempre molto colorati, ma il colore per eccellenza soprattutto durante le festività e il matrimonio è il rosso, che simboleggia felicità e buon auspicio.
Riguardo alle calzature, le scarpe delle donne Tujia sono considerate dei veri e propri capolavori. Sono decorate con raso colorato e ricami di fili intrecciati a cinque colori.
Una tradizione originale tipica di questa minoranza vuole che le donne regalino solette ricamate ai loro amati in segno di affetto.
Festività e culto degli antenati
I Tujia hanno un culto molto sentito per gli spiriti dei propri antenati e li ricordano durante ogni festività, con varie cerimonie sacrificali.
Di solito in segno di rispetto nei confronti dei propri antenati, si usa preparare per loro delle ciotole di riso accompagnate da molteplici altre pietanze. Posta la ciotola sull’altare, si piange e si osserva un breve periodo di silenzio in cui gli antenati consumano per primi il pasto loro offerto. Passato il tempo necessario arriva il turno dei vivi per mangiare.
La festa più importante dell’anno Tujia è il capodanno, o “Gannian”. La ricorrenza viene celebrata con un giorno di anticipo rispetto al Festival di Primavera degli Han.
Durante il periodo che precede il Gannian le famiglie preparano il cibo (ad esempio macellano il maiale e preparano il vino “appiccicoso”), fanno grandi pulizie e visitano parenti e amici. Poi all’arrivo del nuovo anno ci si riunisce per partecipare a banchetti sontuosi e danzare insieme.
Nell’intero periodo del Gannian, che dura 15 giorni, i Tujia rispettano per tradizione alcuni tabù. Ad esempio non si possono lavare i capelli nei primi tre giorni dell’anno perché altrimenti si allontanerebbe la buona sorte.
Non si può piangere in quanto segno di malaugurio e se un bambino piccolo piange la famiglia tenterà in ogni modo di farlo smettere.
Non è pensabile richiedere un mutuo o un prestito in quei giorni.
Rompere tazze e ciotole porterà sfiga, così come pronunciare il numero 4 (che in cinese è omofono di “morte”).
Bisogna inoltre tenere chiuso il portone principale di casa durante il primo giorno del nuovo anno.
Un’ultima interessante tradizione è quella di indossare biancheria intima di colore rosso, usanza questa che ritroviamo anche nel Capodanno occidentale.
Un’altra festività importante è il Sheba Festival, dal terzo al diciassettesimo giorno del calendario lunare. Durante la festa si commemorano gli antenati e si prega per un anno di ricchezza e abbondanza.
La Tigre bianca, totem dei Tujia
I Tujia si considerano i discendenti della Tigre Bianca che, secondo la tradizione, li ricollega ai loro presunti antenati Ba. Credono infatti che primo re dei Ba, Ba Wuxiang, si trasformò proprio in una tigre dopo la sua morte e che il suo spirito vegli su di loro sotto tali sembianze.
Perciò è dovere di ogni Tujia adorare la tigre bianca. In tutte le case in cui si rispettino le tradizioni è presente una scultura lignea della tigre, che viene venerata tutto l’anno.
Nella vita quotidiana l’immagine della tigre è molto ricorrente in quanto ritenuta antidoto contro il male e simbolo di felicità e sicurezza.
Principali attività del popolo Tujia
L’attività principale dei Tujia è l’agricoltura ma essi sono maestri indiscussi anche nell’artigianato.
Le donne padroneggiano l’arte della tessitura e del ricamo a tal punto che l’UNESCO ha incluso quest’abilità nella lista dei patrimoni culturali immateriali.
Un tipo di broccato Tujia, chiamato Xilankapu, è tra i più rinomati in Cina. Fatto completamente a mano e ricamato con complessi disegni dai mille colori intrecciati esso rappresenta una prova tangibile della maestria delle tessitrici.
Ecco un video che mostra come avviene il lavoro di tessitura a cui molte donne dedicano l’intera vita. https://www.youtube.com/watch?v=xW-9StonNZ0
Nel seguente video invece potrete ammirare con i vostri occhi una serie di usanze uniche della minoranza etnica Tujia di cui abbiamo trattato nell’articolo: The Tujia ethnic group in Enshi: Music, food and culture
M. G.
Siete curiosi di scoprire i piatti tipici della cucina etnica Tujia? Leggete qui: Alcuni piatti tipici della minoranza etnica cinese Tujia


