I primi due libri che arriveranno in occasione del Capodanno cinese sono Il sapore della festa delle barche drago e La seta profumata della piccola fata
di Lucia Pozzi
Il nuovo anno si aprirà con un’importante novità per Cina in Italia. La casa editrice fondata da Hu Lanbo, giornalista e scrittrice che da anni è impegnata nell’incentivare e rafforzare gli scambi culturali tra i due Paesi, dedica alcune uscite speciali ai libri della collana INCINQUE. Il filo rosso sono le leggende e le tradizioni popolari che hanno dato forma a feste o attività che, nel tempo, sono entrate a far parte del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.
La formula resta quella classica, e cioè testi bilingue per bambini (e non solo) accompagnati da splendide illustrazioni colorate, ma per celebrare l’occasione si parte con un formato cartaceo più grande e testi comprensivi di “voci”, a corredo della storia, che spiegano il significato e l’origine di ogni passaggio, usanza, parola. Resta anche l’obiettivo di “insegnare”, a colpi di 5 a volume, i principali ideogrammi del mandarino: non sarà un appuntamento fisso, ma l’idea rimarca lo spirito pedagogico e formativo delle pubblicazioni di Cina in Italia.
Ed è così che i primi due libri che arriveranno in occasione del Capodanno cinese (che si festeggerà il 29 gennaio 2025) sono dedicati ad aspetti molto importanti della cultura e della tradizione della Terra di Mezzo.
Il sapore della festa delle barche drago, scritto da Tang Sulan con illustrazioni di Shao Hui, trae ispirazione da una festa che ebbe origine nell’antica Cina, e che ancora oggi si celebra con la tradizionale corsa delle barche a forma di drago sul fiume e le tavole imbandite di zongzi (foglie di bambù abbracciano riso glutinoso di colore giallo oppure bianco con pancetta affumicata e fagioli rossi): la festa delle barche drago è entrata a far parte nel 2006 del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Così come, dal 2009, vi rientrano la sericoltura e l’artigianato della seta, che in Cina hanno radici antichissime: a questi valori della tradizione si ispira il secondo libro in uscita per il Capodanno cinese, La seta profumata della piccola fata, scritto da Kang Qinxin e illustrato da Huang Junxian.
Quella delle barche drago è una delle quattro grandi festività della tradizione cinese. Cade nel quinto giorno del quinto mese lunare (tra fine maggio e giugno) e il libro vi introduce subito il lettore attraverso gli aromi, i sapori e i colori di quel giorno speciale (dalla fragranza delle foglie di artemisia all’odore forte della pancetta, dal rosso dei fagioli al verde dei fili di palma appena tagliati). Gli occhi che esaltano gioiosamente il tutto sono quelli della protagonista, una bimba vispa e curiosa che racconta questo importante momento per la sua famiglia. Si preparano e si mangiano gli zongzi, i grandi bevono vino di realgar e i più piccoli indossano sacchetti di artemisia oltre a farsi disegnare sulla fronte il carattere wang, che rappresenta la tigre e allontana gli spiriti maligni. Si va dai nonni con un carico di regali e si assiste alla gara delle barche drago sul fiume. “I tamburi rullano, i rematori cantano, il pubblico esulta: che confusione!”. E che festa sullo Yangtze (il fiume Azzurro) per la piccola narratrice.
Ma quel che rende attuale il racconto è anche l’origine di questa festa, tra storia e leggenda. Si narra che un alto funzionario cinese, Qu Yuan, si suicidò nel fiume Miluo quando seppe che la sua amata patria era perduta. Conoscendolo come un uomo buono e retto, gli abitanti del luogo si precipitarono a bordo di canoe chiamate barche drago per cercare di salvarlo, gettarono cibo ai pesci e rullarono i tamburi per evitare che ne mangiassero il corpo, ma il loro sforzo fu vano. La festa delle barche drago affonda le sue radici in questa leggenda e in altre celebrazioni del passato, ma a tutt’oggi è fortemente sentita e rappresenta anche un importante evento di carattere sportivo.
È di nuovo di una bimba, Sisi, la voce narrante del secondo libro, La seta profumata della piccola fata. Tre generazioni – la piccola Sisi con la mamma e la nonna – si riuniscono intorno al telaio e creano coloratissime fantasie di seta. Poi tocca alla più anziana, la nonna appunto, raccontare alla piccina la leggenda di Zhi Nu, una tessitrice innamorata che dava vita alle “stoffe più belle del mondo”. Era una fatina e viveva sulla stella Vega, il suo amato – un bovaro – sulla terra. Ed ecco il segreto: “Solo pensando a un grande amore si potevano tessere stoffe così perfette”.
Ai due innamorati era consentito vedersi solo il settimo giorno del settimo mese lunare (e cioè in piena estate). In loro nome ancora oggi si celebra la Festa di Qiqiao, detta anche Festa del Doppio Sette: è la festa dell’amore, giorno in cui “tutti possono esprimere un desiderio rivolgendosi alla tessitrice”. Spiega la mamma a Sisi: “Fin dall’antichità, in questo giorno le ragazze la pregavano per ottenere fortuna e avere mani abili come le sue”.
La leggenda vuole che fosse Lei Zu, concubina di Huang Di (l’imperatore Giallo), a introdurre in Cina la coltivazione del baco da seta e la filatura, facendo risalire a 5 mila anni a.C. la straordinaria arte della tessitura. Fu poi con la dinastia Han che iniziò a crearsi la Via della Seta, per collegare l’attuale Xi’an (la patria dei guerrieri di terracotta) con l’Asia centrale e i Paesi del Mediterraneo. Ma fu con la dinastia Ming che questa divenne una vera rotta commerciale, importantissima non solo dal punto di vista economico ma anche per gli interscambi culturali. Così come lo divenne la Via della Seta marittima, nata con le dinastie Qin e Han e fiorita durante le ere Tang, Song, Yuan e Ming.
C’è tutto questo nei libri di Cina in Italia: storia, tradizione, cultura, ma anche una morale intramontabile e moderna che sottende ogni racconto, molta fantasia e sentimenti profondi. E se questi straordinari mix sono realizzati per i più piccoli, torna alla mente una celebre frase di Nietzsche, che li rende universali: “Maturità dell’uomo significa avere ritrovato la serietà che si metteva nel gioco da bambini”.



