Fonte: Sanlihe/ China News
Il 25 agosto si è svolto a Pechino il terzo Dialogo Track 1.5 tra Cina e Stati Uniti, con la partecipazione di quaranta delegati
A distanza di due anni, si è svolto a Pechino un particolare dialogo tra Cina e Stati Uniti. Il 25 agosto, circa quaranta rappresentanti provenienti dalla Cina e dall’estero hanno partecipato al terzo Dialogo Track 1.5 tra Cina e Stati Uniti, organizzato congiuntamente dal Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e dalla statunitense Asia Society, sul tema “Stabilità strategica costruttiva: Cooperazione pragmatica tra Cina e Stati Uniti nella nuova era”.
Il Track 1.5 rappresenta una “zona intermedia” tra il Track 1 e il Track 2. Più flessibile rispetto alla diplomazia ufficiale (Track 1) e con maggiore peso rispetto ai semplici scambi interpersonali (Track 2), rappresenta un’importante piattaforma di comunicazione e confronto tra partiti politici, ambienti strategici, mondo imprenditoriale, comunità accademica e società civile in Cina e negli Usa.
Nei dialoghi ufficiali ogni frase deve essere ponderata accuratamente, mentre gli scambi interpersonali sono privi di vincoli. Quando, invece, esponenti del mondo politico e imprenditoriali siedono al tavolo del Dialogo Track 1.5, i temi discussi hanno un’influenza sulle decisioni politiche, mantenendo anche un certo grado di flessibilità e resilienza.
Questo dialogo ha toccato temi quali il rafforzamento della fiducia politica reciproca tra Cina e Stati Uniti, l’ampliamento della cooperazione economica e commerciale, l’esplorazione della cooperazione nei settori dell’intelligenza artificiale e della tecnologia, nonché negli affari internazionali e regionali, e la promozione della cooperazione sanitaria e degli scambi culturali.
Questi temi si concentrano su questioni difficili da discutere apertamente in contesti formali e toccano anche alcuni degli aspetti più sensibili delle relazioni sino-statunitensi. Ad esempio, la fiducia politica reciproca è la risorsa più scarsa nei rapporti tra i Paesi e ha un impatto fondamentale sulla direzione delle relazioni bilaterali; la cooperazione economica e commerciale presenta notevoli difficoltà a causa dell’ombra dei dazi, delle sanzioni e dei controlli sulle esportazioni statunitensi; e la cooperazione in materia di intelligenza artificiale e tecnologia è tra i settori più competitivi tra i due Paesi.
Il fatto che queste delicate questioni siano state affrontate dimostra che questo dialogo non è stato una mera formalità.
Zhang Monan, vicedirettrice del Dipartimento per gli studi su Europa e Stati Uniti presso il Centro cinese per gli scambi economici internazionali, in un’intervista rilasciata a Sanlihe ha dichiarato che, in un contesto caratterizzato da un confronto sino-americano sempre più intenso e da un ambiente internazionale sempre più complesso, Cina e Stati Uniti hanno urgente bisogno di creare un meccanismo di comunicazione permanente, articolato su più livelli e con la partecipazione di diversi stakeholder, per evitare errori di valutazione strategica e rafforzare la fiducia reciproca. Il Track 1.5 offre proprio un canale di dialogo di questo tipo.
Perché ora? Lo scorso maggio, i leader di Cina e Stati Uniti hanno tenuto a Pechino uno storico incontro, prendendo una “relazione sino-americana strategica costruttiva e stabile” come nuovo orientamento dei rapporti bilaterali e fornendo una guida strategica per i prossimi tre anni e oltre.
Tuttavia, negli ultimi tempi, gli Stati Uniti hanno continuato a introdurre divieti e sanzioni – dai robot agli inverter, dalla biofarmaceutica ai semi di girasole e ai ravioli – una serie di misure che hanno introdotto nuove incertezze nelle relazioni sino-americane.
In questo momento, è fondamentale che i due Paesi tengano un altro dialogo a Pechino per parlare delle loro preoccupazioni.
Zhang Monan ha sottolineato che il Dialogo Track 1.5 è spesso considerato un «preludio» agli incontri ufficiali, utile per accumulare consenso e creare un’atmosfera favorevole a successivi dialoghi e comunicazioni ufficiali di alto livello tra le due parti.
Per la parte cinese, Liu Haixing, Ministro del Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del PCC, ha partecipato al dialogo e ha tenuto un discorso programmatico, alla presenza dei rappresentanti dei dipartimenti cinesi competenti, delle amministrazioni locali, dei think tank e delle università. Per la parte statunitense, Thornton, co-presidente dell’Asia Society e amico di lunga data della Cina, ha guidato una delegazione di leader strategici e imprenditoriali statunitensi.
Secondo il South China Morning Post, la delegazione statunitense comprendeva anche Craig Allen, presidente dell’US-China Business Council, Craig Mundie, ex dirigente Microsoft, e il venture capitalist Gary Rieschel e altri, che si occupano di commercio, tecnologia e finanza.
Volti noti sono ancora presenti, ma si sono uniti anche molti nuovi amici. In un periodo di turbolenza nelle relazioni sino-statunitensi, il fatto che il dialogo sia ancora possibile dimostra che le basi per la comunicazione, la cooperazione e il mutuo vantaggio rimangono solide tra i due Paesi.
Zhang Monan ha affermato che le relazioni economiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti sono fortemente interdipendenti, con ampie possibilità di cooperazione in settori quali l’industria, gli investimenti e la tecnologia. Sebbene la competizione sia inevitabile, entrambe le parti possono comunque trovare un terreno comune e interessi condivisi per uno sviluppo congiunto.
Quando si affrontano questioni complicate e quando la fiducia reciproca e la cooperazione diventano il tema del dialogo, questo di per sé è già un segnale: per quanto turbolenta sia la situazione, alcuni dialoghi continuano; finché ci saranno coloro che sono disposti a sedersi e a parlare, le relazioni sino-statunitensi non si deterioreranno facilmente.



