Nasce a Pechino l’Organizzazione Mondiale dei Dati, con oltre 200 membri provenienti da tutto il mondo
Il 30 marzo è stata ufficialmente istituita a Pechino l’Organizzazione Mondiale dei Dati (WDO), la prima organizzazione internazionale dedicata alla promozione dell’economia digitale e della governance dei dati. Attualmente la WDO conta oltre 200 membri, provenienti da più di 40 Paesi in tutto il mondo, tra cui imprese, università, think tank, organizzazioni internazionali e istituzioni finanziarie, delineando un sistema collaborativo di livello globale.
In un’epoca segnata dalla rapida ascesa dell’intelligenza artificiale, i dati non sono più una “semplice sequenza di numeri”, ma un fattore produttivo fondamentale per l’economia mondiale, al pari del petrolio e dell’elettricità nell’era industriale. Secondo un rapporto di McKinsey, entro il 2025 i flussi di dati transfrontalieri contribuiranno con 11 trilioni di dollari al PIL globale, a conferma della loro crescente rilevanza.
Nonostante ciò, per molto tempo il sistema globale di governance dei dati è stato caratterizzato dalla presenza di un quadro normativo frammentato, da molteplici ostacoli e da uno sviluppo non uniforme. Differenze negli standard tra Paesi, difficoltà nei flussi transfrontalieri e disuguaglianze nella digitalizzazione hanno evidenziato l’assenza di una piattaforma professionale condivisa, capace di coordinare le regole comuni e costruire il consenso internazionale.
Come afferma Zhu Keli, presidente fondatore del China Institute of New Economy, la nascita della WDO non è soltanto il naturale risultato dell’evoluzione della civiltà digitale globale, ma rappresenta anche un passo decisivo per affrontare le attuali difficoltà della governance, segnando una nuova fase nella gestione globale dei dati. La cooperazione globale è il cuore stesso della WDO: questa non è la proprietà di un singolo Paese, ma una piattaforma pubblica aperta alla consultazione, alla costruzione e alla condivisione, volta a rafforzare la cooperazione internazionale sui dati e migliorare la governance globale.
PERCHÉ È STATA SCELTA PECHINO
La risposta è semplice. Oggi la Cina è il principale polo dell’economia digitale e della governance dei dati, con Pechino al centro di questo sviluppo. Nel 2024, l’economia digitale cinese ha raggiunto un valore di 59,2 trilioni di yuan, pari al 43,8% del PIL. Entro la fine del 2025, il numero di utenti online ha superato 1,125 miliardi, confermando il ruolo della Cina come leader mondiale, con infrastrutture e applicazioni digitali tra le più avanzate a livello globale.
Nel caso specifico di Pechino, il valore aggiunto della sua economia digitale ha superato i 2,4 trilioni di yuan nel 2025, registrando un incremento di quasi il 60% rispetto al 2020. Nella classifica globale di riferimento per l’economia digitale del 2025, Pechino si è posizionata al secondo posto a livello mondiale.
Secondo Zhu Keli, la scelta di Pechino come sede centrale della WDO rappresenta il massimo riconoscimento della comunità internazionale per la forza e le capacità di governance digitale della Cina e sottolinea la responsabilità del Paese nel promuovere l’apertura e la cooperazione.
Questo si contrappone al caos che oggi caratterizza la comunità internazionale. Negli ultimi anni, alcuni Paesi si sono ritirati dalle organizzazioni internazionali, perseguendo politiche unilaterali e utilizzando tali organismi come strumenti di lotta per il potere, causando la frammentazione del sistema di governance globale. Nel frattempo, la Cina ha lavorato silenziosamente alla costruzione di piattaforme e al consolidamento del consenso, utilizzando iniziative concrete come la WDO per creare un punto di riferimento stabile nell’era digitale, chiarendo al mondo chi sta realmente aprendo la strada allo sviluppo comune e chi invece ostacola la cooperazione globale.


