Si è conclusa la quinta sessione plenaria del XIX Comitato centrale del PCC, i comunicati ufficiali rivelano i primi dettagli del nuovo piano
Si è conclusa giovedì la quattro giorni di riunione a porte chiuse del XIX Comitato centrale del PCC, atta a deliberare sul 14esimo piano quinquennale 2021-2025 e la Vision 2035, che formalizzeranno modalità e obiettivi fondanti la traiettoria di sviluppo nazionale a medio e lungo termine. A conclusione del Plenum, le proposte adottate sono state approssimativamente illustrate in un comunicato e nel corso della conferenza stampa odierna presieduta dal Comitato centrale; è attesa tuttavia nei prossimi giorni la diffusione di un programma più dettagliato da parte degli organi ufficiali di Partito.
Han Wenxiu, vicedirettore dell’Ufficio della Commissione centrale delle Finanze e dell’Economia, ha riconosciuto in Xi Jinping una figura cardine nella stesura della bozza del Piano e della Vision 2035, a cui ha apportato personalmente delle modifiche coadiuvato dal premier Li Keqiang, il guru dell’ideologia di Partito Wang Huning e il vice-premier Han Zheng. Ora che il pieno conseguimento di xiaokang, la società moderatamente prospera, è in dirittura d’arrivo, il nuovo piano non lascia nulla al caso e intende garantire la realizzazione di un moderno stato socialista entro il 2035, regolando puntualmente ogni ambito della crescita nazionale, dalla difesa all’istruzione, all’equità sociale e all’imprescindibile questione economica.
È stato proprio quest’ultimo aspetto a dominare ampiamente i contenuti del comunicato in 6200 parole rilasciato ieri e non è stato fatto mistero del fatto che sarà proprio la qualità dello sviluppo economico ad avere un peso preponderante nella definizione delle future politiche nazionali. La sessione plenaria si è mostrata inoltre concorde nel ritenere il progresso della Cina in una fase di sviluppo strategico e le proposte adottate sono state elaborate sulla base dei profondi cambiamenti intervenuti nel panorama domestico e internazionale. Di seguito, i principali obiettivi resi noti dalle autorità.
TECNOLOGIA: le parole “tecnologia” e “innovazione” vengono menzionate rispettivamente 13 e 20 volte nel comunicato ed è la prima volta che un piano quinquennale reca un capitolo dedicato al settore. A renderlo noto il ministro per la Scienza e la Tecnologia Wang Zhigang, che riafferma l’ambizione del Paese di ascendere a leader globale dell’innovazione, fattore garante anche di una crescita orientata alla sostenibilità.
SOSTENIBILITÀ: secondo il comunicato, la Cina si impegnerà a promuovere strategie eco-compatibili a tutto campo, rispettose dell’armonia tra uomo e natura. Rimane inoltre immutato l’obiettivo di progressiva riduzione delle emissioni di CO2.
CORREZIONE SQUILIBRIO: come previsto da diversi analisti, Ning Jizhe, membro del gruppo dirigente del partito comunista di governo e vice-presidente della Commissione nazionale per lo Sviluppo e la Riforma, formalizza la volontà del Celeste Impero di attuare politiche atte a correggere il divario di reddito tra aree urbane e rurali, nonché misure specifiche per rafforzare l’occupazione.
CULTURA SOCIALISTA: secondo Wang Xiaohui, vice direttore del Dipartimento Centrale di Propaganda, il Paese punta all’implementazione del soft power nazionale attraverso l’innalzamento del livello culturale e un miglioramento del sistema. L’obiettivo è costruire una grande cultura socialista entro il 2035.
ECONOMIA: cardine del nuovo modello di sviluppo resta il modello a Doppia Circolazione e l’implemento della sinergia tra le aree della Greater Bay Area.
RUOLO DEL PARTITO: il Partito incrementerà la sua presenza nella vita nazionale, mediante un sistema di conferenze stampa periodiche che si svolgeranno parallelamente alle conferenze stampa ufficiali organizzate sotto il Consiglio di Stato.
La complessiva strategia di sviluppo delineata, con scadenza nel 2035, si colloca esattamente nel punto medio tra due centenari, rispettivamente la nascita del PCC nel 1921 e la fondazione della RPC nel 1949. L’approvazione del Piano resta appannaggio dell’Assemblea Nazionale del Popolo.
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