L’artista in Cina: «A quel tempo, decisi che in futuro avrei voluto diventare io stesso un buon insegnante per trasmettere l’arte alle giovani generazioni»
Lhamo, fin da bambino, ha vissuto e respirato arte. Con mani sapienti non solo ha creato bellezza, ma l’ha resa uno strumento di coesione sociale. Un momento di aggregazione e condivisione. Il 50enne Lhamo è un pittore Thangka e vive nella provincia del Sichuan, nella Cina sud-occidentale, ma è nato nella contea di Seda, sotto la prefettura autonoma tibetana di Ganzi.
Le prime opere Thangka, su pergamene di cotone o seta dipinte con pigmenti minerali e organici derivati da corallo, agata, zaffiro, oro o perla, sono da collocare intorno al X secolo e ritraggono solitamente divinità buddhiste. Modalità di realizzazione e materiali sono rimasti inalterati fino ad oggi: frutto del passato senza tempo che irrompe nella quotidianità del presente. Nel 2006 lo stile Thangka è divenuto patrimonio culturale nazionale cinese, condizione che ha dato nuovo slancio e vitalità a questa tipologia di espressione artistica. Nel 2009 l’arte Thangka, con i suoi dipinti, i murales, i lavori di patchwork e le sculture, è stata eletta dall’UNESCO a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
La passione e professionalità di Lhamo nell’insegnare ai suoi giovani alunni l’arte Thangka è stata riconosciuta da tutta la Cina. A causa dell’epidemia di Coronavirus, ha dovuto chiudere temporaneamente la sua scuola di pittura Thangka e ripiegare sulle lezioni online. Nel 2004, Lhamo ha portato una dozzina di allievi tibetani nella comunità Jifu della città di Chengdu, capoluogo di provincia. La comunità contava più di 30mila residenti, dei quali circa 1000 appartenenti a 11 minoranze etniche, come i gruppi etnici tibetano, Qiang, Hui e mongolo. «All’inizio i residenti erano cauti e diffidenti», ricorda Lhamo. «Non hanno capito bene cosa volevo fare portando lì un gruppo di bambini». Gli animi della gente del posto si sono addolciti quando hanno compreso che l’unico scopo di Lhamo era trovare un luogo dove poter insegnare la sua arte.
La pittura Thangka è sempre stata la stella polare nella vita di Lhamo. Ricorda come, all’età di soli 7 anni, il padre lo abbia avvicinato ai rudimenti di questa complessa e laboriosa tecnica di pittura. Insieme alla propria bravura, in lui cresceva di giorno in giorno il desiderio di trovare un insegnante professionista, ma senza successo. «A quel tempo, decisi che in futuro avrei voluto diventare io stesso un buon insegnante per trasmettere l’arte alle giovani generazioni», ha detto. Lunghi anni di studio lo hanno trasformato in uno dei massimi, e fra i più apprezzati, esperti mondiali di questa antica forma d’arte. Nonostante presso la sua scuola giunga sempre un maggiore numero di studenti, non ne ha mai respinto alcuno. Né ha mai chiesto denaro per le sue lezioni. Molti dei suoi primi studenti erano figli di poveri contadini e pastori delle zone tibetane del Sichuan. Lhamo non solo li esonerava dalle tasse scolastiche, ma dava loro 50 yuan (7 dollari americani) a testa come paghetta ogni settimana.
Tutti i soldi guadagnati da Lhamo provengono dalla vendita dei suoi quadri. Lhamo insegna a studenti tibetani e di altre etnie. La sua scuola non offre solo lezioni di pittura ma anche di danza e canto. La bravura dei suoi allievi è stata riconosciuta perfino dalle autorità locali, che li hanno aiutati a formare un coro, esibitosi nel corso degli anni innumerevoli volte, sempre gratuitamente, per la comunità. Svariate le tematiche affrontate, dalla promozione della consapevolezza sull’autismo alla lotta contro il crimine.
Nel 2013 le autorità locali, riconoscendo il valore sociale del suo lavoro, hanno dato in prestito gratuitamente a Lhamo un locale di 300 metri quadrati, cosa che gli ha permesso di dare lezioni ad oltre 50 studenti. «L’insegnante Lhamo e i suoi studenti hanno fatto molto per arricchire la cultura e migliorare il senso civico della comunità», ha detto il funzionario locale Li Hanrong. «Aiutare lui è aiutare noi stessi».
Clicca qui per leggere anche Cina, raggiunto obiettivo “povertà zero” per l’etnia Shui



