Nella Cina antica, durante il periodo delle dinastie Shang (1600-1046 a.C) e Zhou (c.a 1045-256 a.C.), era pratica comune utilizzare ossa o gusci di animale a scopi divinatori.
Lo Jiaguwen, ovvero l’arte divinatoria delle iscrizioni su ossa oracolari, è considerato una delle quattro più antiche iscrizioni al mondo.
Il rito divinatorio
Come ben sappiamo la Cina di oggi è erede di un patrimonio culturale immenso, frutto di una storia antichissima, le cui origini si fanno risalire al 21° secolo a.C. Le prime tre dinastie che regnarono sulla Cina dal 2100 al 256 a.C. furono le dinastie Xia, Shang e Zhou.
Risalgono alla dinastia Shang i reperti di iscrizioni oracolari rinvenuti 120 anni fa nella regione dello Henan. Come molti altri ritrovamenti archeologici le ossa oracolari furono scoperte per puro caso. Esse riportano iscrizioni di importanza inestimabile in quanto rappresentano la prova inconfutabile dell’esistenza della dinastia Shang, che prima della scoperta era solo teorizzata dagli storici.
Le ossa, perlopiù scapole di bovini e gusci di tartaruga, erano usate a scopo divinatorio. Il rito si svolgeva incidendo su un lato dell’osso la domanda da porre agli antenati o alla divinità suprema Shangdi, mentre sul lato opposto venivano scavate delle cavità in corrispondenza dei caratteri (gli antenati dei moderni ideogrammi cinesi).
Quindi si inserivano all’interno delle cavità dei tizzoni ardenti che bruciando producevano delle fratture nell’osso. L’operazione avveniva varie volte e infine l’oracolo, a volte l’imperatore stesso, interpretava le venature formatesi come la risposta pervenuta dall’aldilà.
Solitamente si chiedevano cose semplici che prevedessero “sì” o “no” come risposta. Le domande riguardavano guerre, tempo atmosferico, raccolto, interpretazione di sogni etc.
Sulle alcune ossa sono state identificate anche informazioni circa la seduta di divinazione effettuata, per esempio la data e il luogo, la tematica affrontata, il responso e addirittura l’esattezza o meno della rivelazione.
Con l’avvento della dinastia Zhou la pratica divinatoria permase ancora per alcuni anni per poi scomparire gradualmente, lasciando spazio a nuovi rituali.
120 anni di scoperte
Questa settimana la Cina ha visto l’inaugurazione di una serie di eventi per ricordare il 120° anniversario della scoperta delle ossa oracolari.
Il ritrovamento dei primi reperti storici avvenne nel 1899 nella città di Anyang, nello Henan, che è stata anche l’ultima capitale degli Shang. La città era nota anticamente con il nome Yinxu.
Il ritrovamento è avvenuto per mano di contadini che portarono a esaminare le ossa presso due studiosi, Wang Yirong e Liu E. I due riconobbero immediatamente l’importanza della scoperta. Avevano infatti identificato il tipo di scrittura risalente alla dinastia Zhou. Si iniziò dunque a scavare e furono riportate alla luce circa 20.000 ossa che riportavano incisioni antiche.
Tra gli eventi organizzati quest’anno, 120 anni dopo la scoperta, si terrà un convegno internazionale proprio ad Anyag. Invece presso il Museo Nazionale Cinese è stata allestita una mostra a tema che durerà due mesi.
Le ossa oracolari hanno un valore inestimabile in termini storici. Nonostante non costituiscano il più antico ritrovamento di iscrizione in Cina sono comunque importantissime perché contengono frasi abbastanza lunghe e un ampio vocabolario di circa 4000 caratteri.
Questo è un anniversario importante a livello storico-archeologico. L’intento di tanti eventi, convegni ed iniziative promosse su tutto il territorio nazionale è proprio quello di porre l’accento sul valore culturale di tale patrimonio per la Cina e per il mondo.
M.G.
Se vuoi saperne di più sull’interpretazione delle incisioni oracolari Jiaguwen leggi qui: “Scrittura cinese, decifrate le antiche iscrizioni su ossa oracolari”



