All’inizio di quest’anno, la Lingnan University ha conferito lauree honoris causa a sei personalità di rilievo per i loro successi nei rispettivi campi e per il significativo contributo al benessere sociale. L’attore Donnie Yen è stato l’unico esponente del mondo dello spettacolo a ricevere il titolo nelle discipline umanistiche
Famoso in tutto il mondo per il ruolo del maestro Wing Chun nella saga di Ip Man e più recentemente di Caine in John Wick 4, Donnie Yen è un attore, regista e artista marziale tra i volti più iconici del cinema contemporaneo.
Nato a Guangzhou nel 1963 e cresciuto tra Hong Kong e Boston, vanta una carriera di oltre quarant’anni nell’industria cinematografica, distinguendosi per le sue abilità nelle arti marziali e per il suo stile artistico unico e innovativo.
Come membro del XIV Comitato Nazionale della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese, si occupa attivamente di temi quali il patrimonio culturale, la formazione dei talenti cinematografici e la diffusione internazionale della cultura cinese, utilizzando costantemente la sua influenza per promuovere gli scambi culturali tra la Cina e gli altri Paesi.
Intervistato da China News Service, l’attore racconta l’emozione provata nel ricevere una laurea honoris causa, l’eredità e l’innovazione dei film di kung fu di Hong Kong e degli aspetti chiave su cui si concentra nel suo lavoro, condividendo il suo percorso nell’industria cinematografica e i sentimenti per il suo Paese.
Cosa si prova a ricevere una laurea honoris causa dall’Università di Lingnan? Cosa rappresenta per lei questo riconoscimento?
«È un grande onore e una grande emozione per me. Come tutti sanno, non ho una formazione universitaria tradizionale, ma la mia “preparazione” deriva dalla pratica delle arti marziali sui set cinematografici. Perciò ricevere questo riconoscimento mi fa pensare a quanto sarebbe stato bello vivere l’esperienza universitaria da giovane. Credo che l’istruzione non sia solo prendere un diploma, ma imparare a pensare, a mettere in discussione ed a esplorare i propri interessi per trovare la propria strada e le proprie passioni».
Da attore di arti marziali e regista internazionale, quale pensa sia il vero fascino dei film di kung fu di Hong Kong? Come si può preservare e rinnovare questo patrimonio, affinché il kung fu continui ad essere un simbolo di Hong Kong?
«Credo che i film di kung fu cinesi rimangano un genere unico e di grande impatto a livello globale. Offrono elementi distintivi come l’estetica orientale e i riferimenti alla cultura cinese. Non si tratta solo di una dimostrazione di abilità fisica: dietro le scene di azione si celano la filosofia e i valori della tradizione cinese. I più celebri film di kung fu non sono solo ben realizzati e con protagonisti interessanti, ma rappresentano figure che incarnano gli ideali orientali. Ad esempio, un personaggio può avere un potere immenso, ma invece di usarlo per sopraffare gli altri, adotta un atteggiamento pacifico, rispettoso ed equilibrato, in linea con lo stile di vita tipico della cultura orientale. È proprio grazie a questa profondità emotiva che i film di kung fu cinesi hanno conquistato il cuore del pubblico di tutto il mondo».
Nell’era odierna, che importanza può avere per i giovani il kung fu, un’arte lenta e che richiede decenni di pratica costante?
«Credo che il successo, sia nel cinema, sia nelle arti marziali o in qualsiasi altro ambito, richieda pazienza e impegno costante. Bisogna dedicare tempo ed energia alla pratica. Fallire è normale e fa parte del percorso: l’importante è rialzarsi, continuare a esplorare e crescere. Tutto richiede un miglioramento continuo per raggiungere livelli sempre più alti».
Sua madre Bow Sim Mark è una celebre artista marziale. Oltre all’influenza della famiglia, quale ruolo hanno avuto le arti marziali nella sua formazione a Hong Kong e Boston e poi alla Shichahai Sports School di Pechino?
«Sono cresciuto in una famiglia di artisti marziali, mia madre gestiva una scuola di arti marziali. La mia carriera nel cinema è iniziata quasi per caso, grazie all’allenamento nelle arti marziali e sono stato molto fortunato a poter continuare a girare film. Oggi lavoro nell’industria cinematografica da 43 anni e le arti marziali sono sempre state parte integrante della mia vita. Spesso mi chiedono come promuovere le arti marziali; in realtà, ci sono persone molto più esperte di me in questo campo. Sento che la mia missione è usare i miei anni di esperienza nel cinema e la vasta portata di questo mezzo per favorire la diffusione della cultura cinese. Penso che questo sia il metodo più efficace e naturale per farlo».
In che modo Hong Kong ha arricchito la sua carriera cinematografica? Quale altra esperienza ha avuto impatto sul suo lavoro?
«I miei primi film sono stati tutti girati a Hong Kong, che è stata fondamentale per l’inizio della mia carriera. Come ogni forma d’arte, il cinema ha bisogno di stimoli ed esperienze in luoghi e momenti diversi, perché riflette la vita stessa. Oltre a Hong Kong, il periodo trascorso a Pechino e le mie esperienze cinematografiche in tutto il mondo mi hanno dato basi solide e grande ispirazione».



