Il 27 maggio si è svolto nella Capitale l’evento di promozione dedicato al tè e alle tradizioni della provincia cinese
Il 27 maggio, nella meravigliosa atmosfera del tramonto di Roma, sulla terrazza dell’hotel The Hive, artisti cinesi provenienti dallo Yunnan e artisti italiani hanno celebrato insieme la cultura del tè, dando dimostrazione ancora una volta degli scambi tra Cina e Roma, che si protraggono ormai da millenni.
Dopo Parigi, Lione e Bruxelles, l’attività di promozione della cultura del tè dello Yunnan “2024, Nuvole Elevatesi attraverso i Quattro Mari – Il Movimento del Tè in tutto il Mondo”, promossa dall’Ufficio Comunicazione e dall’Ufficio per l’estero del Governo della Provincia dello Yunnan, organizzata in collaborazione con Roma 9 Centro di Scambi Economici e Culturali sino-italiani, è approdata a Roma, dove ha trovato una calorosa accoglienza.
L’incontro tra il fascino millenario del tè e la Città eterna è stato scandito da concerti, danze, esposizioni dei patrimoni culturali immateriali della provincia e degustazioni di tè e di alimenti tipici.
Lo Yunnan, ospitando 26 gruppi etnici, ha una lunga storia di scambi e integrazione che ha creato una splendida cultura nazionale, la quale trova espressione in una moltitudine di musiche, canti e danze. Durante l’evento, artisti dello Yunnan si sono esibiti in danze Dai, Yi, Hani e di altri gruppi etnici, ricreando scene legate alla coltivazione, alla raccolta, alla preparazione e al consumo del tè e accompagnando gli ospiti in un viaggio alla scoperta della loro provincia. Poi, musicisti cinesi e italiani hanno suonato insieme, fondendo i suoni di strumenti cinesi e italiani in canzoni della tradizione di entrambi i Paesi.

Ampio spazio è stato dato anche all’esposizione dei patrimoni culturali immateriali della provincia. Lo Yunnan, infatti, è una delle province cinesi che ne conta di più, con oltre cento patrimoni culturali, legati ai diversi gruppi etnici. Durante l’evento, è stato quindi possibile ammirare esempi dell’arte della tessitura del bambù, ceramiche verdi della contea di Huaning, la più antica tecnica di stampa cinese e altri prodotti caratteristici, oltre ai diversi tipi di tè, mostrando così la ricchezza e la vitalità dei patrimoni culturali immateriali e della cultura del tè.
Lai Yong, vicedirettore dell’Ufficio Comunicazione del Governo Popolare provinciale dello Yunnan, ha inviato il suo saluto agli ospiti italiani tramite un video, illustrando la ricchezza e la varietà culturale della provincia.

Chen Jianyang, direttore dell’Ufficio del Turismo Cinese a Roma, ha affermato nel suo intervento che «lo Yunnan non è solo un’importante provincia del tè in Cina e nel mondo e la terra natale del tè Pu’er, ma è anche la provincia con il maggior numero di gruppi etnici della Cina, un’importante provincia turistica e un regno del cibo. Questo evento ha utilizzato il tè come mezzo per migliorare ulteriormente la comprensione da parte del popolo italiano del turismo culturale e della cultura del tè dello Yunnan».

«Già nel XIII secolo, il viaggiatore italiano Marco Polo si recò in Cina lungo la Via della Seta terrestre e fece conoscere a tutti lo Yunnan, a cui questo evento ci ha permesso avvicinarci», ha sottolineato l’ex ambasciatore italiano in Cina, Alberto Bradanini, oggi presidente del Centro Studi sulla Cina contemporanea. «Lo Yunnan non è solo una provincia con una cultura ricca e colorata, ma anche un luogo dove persone di tradizioni diverse convivono armoniosamente. Lo Yunnan ha dimostrato al mondo che è possibile raggiungere una coesistenza pacifica della diversità».

Infine, Carlo Capria, ex dirigente della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha parlato del tè Pu’er e della cultura cinese del tè, sottolineando l’importante ruolo giocato nello scambio tra la cultura cinese e quella italiana.



