L’Intelligenza Artificiale aiuta gli studenti di interpretariato a formarsi nel migliore dei modi, anche se un software difficilmente potrà rimpiazzare gli interpreti umani
Secondo quanto riporta China Daily, sebbene la traduzione automatica alimentata dall’intelligenza artificiale sia ancora molto indietro rispetto agli interpreti umani sotto molti aspetti, le applicazioni intelligenti, sostenute dall’IA, hanno aiutato gli studenti universitari che si specializzano in interpretariato ad imparare in modo più efficace. Durante un forum sui servizi linguistici nell’era dell’IA che si è tenuto recentemente al Graduate Institute of Interpretation and Translation della Shanghai International Studies University (GIIT), il decano Zhang Ailing ha dichiarato che l’uso di tali applicazioni permette agli studenti di identificare gli errori e imparare da essi senza dover essere presenti in classe.
Xu Qilu, insegnante di interpretariato di conferenza al GIIT, ha aggiunto che tali applicazioni non solo correggono errori evidenti di pronuncia e grammatica, ma riescono anche a determinare se il comportamento degli studenti è in grado di soddisfare i requisiti necessari come, ad esempio, la capacità di riuscire a mantenere il contatto visivo con il loro pubblico. Secondo gli esperti l’attuale tecnologia di traduzione automatica non può essere paragonata agli interpreti umani, soprattutto perché la qualità dei dati non è abbastanza buona. «La capacità di traduzione delle macchine deriva dall’apprendimento di dati massicci riguardanti la traduzione delle lingue nei domini pubblici su internet, ma la qualità di questi dati non è sempre la stessa», ha dichiarato il decano Zhang durante il forum. Mentre alcuni software di traduzione sono già in grado di raggiungere un’accuratezza abbastanza alta quando si tratta di termini tecnici e ripetitivi, è estremamente difficile per le macchine essere accurate come gli umani, poiché questi ultimi apprenderanno prima e più frequentemente nuove frasi o espressioni che potrebbero entrare nel linguaggio comune. Il decano a questo proposito ha affermato che «quello che fanno gli interpreti è molto di più di una semplice traduzione da parola a parola. Piuttosto, è necessario trasmettere anche il punto di vista, il tono e l’emozione dell’oratore. Anche l’identità dell’oratore e la natura del pubblico devono essere prese in considerazione».
Lo scorso 4 luglio, 119 studenti di lingue straniere di 26 università cinesi si sono riuniti per la finale del terzo concorso di interpretazione a staffetta multilingue ospitato dalla SISU che ha coinvolto ben nove lingue – cinese, arabo, francese, tedesco, giapponese, coreano, russo, spagnolo e inglese. Durante il concorso, alcuni partecipanti hanno interpretato un dialogo di un video da una lingua straniera al cinese, mentre altri hanno interpretato dal cinese verso una delle lingue oggetto della loro specializzazione. Jiang Feng, segretario di partito della SISU, ha detto: «Questo concorso di interpretazione simultanea è un evento molto significativo per aiutare a raccontare le storie della Cina ed è in linea con il carattere sempre più internazionale del Paese». In base a quanto riportato dal China Daily, secondo gli esperti, sempre più conferenze internazionali richiedono l’interpretazione simultanea da o verso il cinese e questo testimonia la crescente influenza della lingua.
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