L’Università di Wuhan organizza giornate “palliative” per gli operatori sanitari, in occasione della fioritura dei ciliegi
Questa è la stagione migliore a Wuhan, poiché gli alberi di ciliegio sono in fiore. Per l’occasione, l’Università della città ha organizzato per il 13 e il 14 marzo delle giornate appositamente dedicate al rilassamento psico-emotivo, legato al benessere apportato dalla vista dei fiori di ciliegio, per tutti gli operatori sanitari e le squadre mediche cinesi che, da diverso tempo a questa parte, lottano contro il COVID-19. Difatti, sebbene la stagione dei fiori di ciliegio di Wuhan sia un evento ricorrente, all’inizio del 2020, più di 340 squadre mediche e 42.000 operatori sanitari di tutto il Paese hanno dovuto rinunciare ad ammirare i ciliegi in fiore a causa della priorità della lotta pandemica, precipitandosi a Wuhan e in altre città della provincia dello Hubei per combattere il coronavirus e guarire i pazienti. Adesso, a poco più di un anno dalla sua esplosione, l’Università di Wuhan ha fissato dei “giorni speciali” per gli operatori sanitari, al fine di risollevarli psicologicamente. Sebbene, infatti, siano stati loro i veri “soccorritori”, hanno meritato di essere “rigenerati spiritualmente” grazie all’immancabile appuntamento con i fiori di ciliegio, una sorta di formula tesa a ringraziarli dei loro contributi e del loro servizio sanitario.
A questo proposito, la Cina sta continuando instancabilmente a lavorare nel tracciamento del coronavirus: Liang Wannian, membro del team congiunto OMS-Cina, ha rilasciato venerdì delle informazioni ai diplomatici europei riguardo all’origine del virus, derivanti dalla ricerca delle tracce originarie del Covid in siti quali lo Wuhan Jinyintan Hospital, il mercato del pesce di Huanan e lo Wuhan Institute of Virology. Gli esperti si sono confrontati con gli operatori sanitari locali, con i ricercatori, gli scienziati e i responsabili del mercato al fine di comprendere le dinamiche del focolaio nonché le sequenze geniche dei pipistrelli, dei pangolini e di altre specie che potrebbero aver funzionato come “potenziali ospiti naturali”. Come riporta Xinhua, infatti, il COVID-19, molto probabilmente, si è sviluppato attraverso una specie ospite intermedia a partire dalla trasmissione diretta, oppure dalla catena indiretta del cibo congelato, la quale è in fase di studio grazie al monitoraggio ambientale.
La squadra di medici e di esperti cinesi, in collaborazione con l’intera comunità internazionale, sta compiendo degli sforzi inauditi per comprendere le sequenze cronologiche e le cause più oscure e remote della nascita e dell’evoluzione del virus, con la speranza di vedere, in un futuro non troppo remoto, la conclusione di tale onerosa “causa umanitaria”.
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