Cina e Nepal hanno annunciato martedì la nuova altezza del Monte Everest, rilevata dalle misurazioni congiunte dei due Paesi
Dopo anni di controversie a colpi di dati e misurazioni, Cina e Nepal annunciano congiuntamente la nuova altezza del Monte Everest, di cui i due Paesi condividono rispettivamente il versante nord-orientale a ridosso del Tibet e il versante sud-occidentale affacciato sul territorio nepalese. In base alle rilevazioni prodotte dai periti dei due Paesi in oltre un anno di collaborazione, la nuova altezza della vetta sarebbe pari a 8.848,86 metri comprensivi di calotta nevosa, per un totale di 86 centimetri in più rispetto alla misurazione universalmente accettata finora.
Secondo quanto riportato dai media statali e internazionali, la nuova quota sarebbe stata fissata mediante la combinazione di dati geodetici generati da tre meccanismi, ovvero strumenti di livellamento, gravimetro e GPS. Posizionando un ricevitore di segnale in ogni stazione, il team avrebbe misurato il tempo impiegato dai segnali per viaggiare tra il ricevitore e i satelliti, convertendo infine il dato in altezza. In un 2020 che marca anche il 65esimo anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Nepal, Xi Jinping e la sua controparte nepalese Bidhya Devi Bhandari hanno espresso soddisfazione per il lavoro congiunto svolto sulla vetta, ritenuta dalla presidentessa Bhandari «un simbolo duraturo della tradizionale amicizia tra i due Paesi». Entrambi hanno inoltre rinnovato la volontà delle parti di approfondire i termini del partenariato, rafforzando la cooperazione nelle aree dello sviluppo economico, della connettività e negli scambi culturali tra Cina e Nepal.
La prima misurazione della vetta, nota rispettivamente in tibetano come Monte Qomolangma e Sagaramatha in sanscrito, risale al 1856 e, dalla fondazione della Repubblica Popolare nel 1949, Xinhua indica sette cicli di misurazione e ricerca condotti esclusivamente dai geometri cinesi. Secondo Dang Yamin, responsabile del coordinamento delle tecnologie di misurazione dell’altezza, il picco dovrebbe essere sottoposto a rilevamenti regolari ogni 10-15 anni, a causa del continuo movimento delle placche indiana ed euroasiatica.
Il Sole 24 Ore riporta che l’Italia avrebbe in parte contribuito alle recenti misurazioni con i dati raccolti dalla Penisola rispettivamente nel 1992 e nel 2004, resi disponibili ai periti cinesi e nepalesi dal Laboratorio Osservatorio italiano Piramide di EvK2Cnr, situato a breve distanza dal campo base dell’Everest.
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