Intervista a Gordon Trimble, discendente della pioniera dell’istruzione femminile moderna nel Fujian
Gordon Trimble, professore al Fujian South China Women’s Vocational College e membro del consiglio dell’Associazione popolare di Fuzhou per l’amicizia con i Paesi stranieri, è diventato cittadino onorario di Fuzhou. Nel 2025 è stato inserito tra le dieci personalità più influenti del programma Touching Fujian.
In un’intervista rilasciata a China News Service, racconta la storia che lega la sua famiglia alla provincia del Fujian da quattro generazioni. Una storia iniziata grazie alla sua prozia. Convinta che l’istruzione dovesse essere un diritto anche per le donne, nell’inverno del 1898 la ventiseienne americana Lydia A. Trimble attraversò l’oceano per trasferirsi in Cina. Stabilitasi nel Fujian, dove divenne nota come Lydia Cheng, dedicò i successivi cinquant’anni alla promozione dell’educazione femminile fondando numerose scuole, tra cui la Fuqing Yuzhen Girls’School, la Pingtan Yuxian Girls’School e il South China Women’s College of Arts and Sciences.
Nel 1908 Lydia Cheng fondò il corso preparatorio al Fujian Hwa Nan Women’s College, assumendone anche la direzione come prima preside. L’istituto attraversò diverse difficoltà, tra cui una grave crisi edilizia nel 1914. In quell’occasione, il sostegno economico inviato dal fratello e dalla cognata dagli Stati Uniti consentì alla scuola di proseguire le proprie attività. Nel 1916 l’istituto divenne a tutti gli effetti un’università. Tra le prime studentesse vi furono Wang Shijing e He Zhenni, che continuarono i loro studi negli Stati Uniti e, una volta rientrate in Cina, divennero figure pioneristiche dell’istruzione nel Fujian. Negli anni successivi la scuola continuò a crescere e, nel 1934, fu ribattezzata Collegio Privato Femminile di Arti e Scienze della Cina Meridionale.
Lydia attribuiva grande importanza alla formazione delle studentesse, insistendo sul ruolo sociale dell’istruzione. Promuoveva la partecipazione ad attività come il teatro, la musica, l’insegnamento nelle aree rurali, incoraggiando le giovani a mettere le proprie competenze al servizio della comunità. Molte diplomate intrapresero infatti carriere nell’educazione, nella sanità e in altri ambiti sociali.
Pur dimettendosi dalla carriera di preside nel 1925, Lydia Cheng rimase profondamente legata all’istituto fino alla sua morte, avvenuta nel 1941. Il suo lavoro aiutò a diffondere nel Fujian l’idea che anche le donne dovessero avere accesso all’istruzione, lasciando un segno importante nel campo educativo. Nel 1997 il suo nome fu inserito dalla Federazione provinciale delle donne del Fujian nell’elenco delle Donne illustri del Fujian.
La sua famiglia ha un forte legame con il Fujian. Potrebbe raccontarci come questo rapporto si sia mantenuto vivo per quattro generazioni?
«Il legame della famiglia Cheng con il Fujian iniziò con Lydia Cheng e continuò con le generazioni successive. Nel tempo, diversi membri della famiglia lavorarono nel campo dell’istruzione, della medicina e dell’architettura a Fuzhou.
Nel 1989 io e mia moglie visitammo per la prima volta il Fujian per ripercorrere le tracce della nostra famiglia. Durante quel viaggio scoprimmo il Fujian South China Women’s Vocational College, fondato dalla mia prozia. Nel 2005 iniziammo ad insegnare in questo istituto, tenendo corsi di inglese parlato e commerciale. Da allora trascorro ogni anno alcuni mesi a Fuzhou come insegnante.
Dal 2005, la famiglia Cheng ha donato un totale di 4 milioni di RMB per aiutare la collaborazione tra università cinesi e americane. Grazie a questi progetti, studenti e insegnanti hanno potuto partecipare a scambi culturali e accademici tra Cina e Stati Uniti. Così per quattro generazioni, il legame della famiglia con il Fujian è continuato grazie all’istruzione».
Ha insegnato per oltre vent’anni al Fujian South China Women’s Vocational College, sostenendo borse di studio e scambi tra giovani cinesi e americani. Perché, secondo lei, il dialogo diretto tra i giovani è così efficace nel superare gli stereotipi?
«Oggi i cittadini cinesi conoscono gli Stati Uniti molto meglio di quanto gli americani conoscano la Cina. Questo squilibrio nella conoscenza reciproca favorisce facilmente la diffusione di stereotipi. Per questo motivo ho organizzato più volte, a mie spese, viaggi di studio in Cina per insegnanti e studenti americani, accompagnandoli a Guling, nei campus universitari e in diversi contesti culturali, affinché potessero avvicinarsi alla realtà cinese attraverso l’esperienza diretta. Le attività svolte hanno dimostrato che molti studenti americani hanno sviluppato un forte interesse per la Cina, cambiando la loro visione del Paese. Credo che questi piccoli ma concreti sforzi, possano gradualmente rimuovere le barriere che ostacolano la comprensione reciproca. Il contatto diretto e l’esperienza vissuta, infatti, risultano molto più efficaci delle discussioni indirette o delle informazioni unilaterali nel superare i pregiudizi e nel costruire una comprensione autentica basata sulla reciprocità».
Come descriverebbe il valore storico e culturale di Guling e il ruolo della sua eredità negli scambi tra la Cina e altri Paesi, anche attraverso le attività dell’associazione Amici di Guling?
«Guling, a nord del monte Gushan a Fuzhou, è una storica località di villeggiatura che un tempo ospitava numerosi stranieri residenti in Cina. Nel corso del tempo ha conservato importanti testimonianze di scambi amichevoli tra la Cina e altri Paesi: medici e insegnanti hanno contribuito allo sviluppo della medicina e dell’istruzione nel Fujian, fondando anche istituzioni come il Fujian South China Women’s Vocational College.
Oggi i discendenti di quelle famiglie hanno creato l’associazione Amici di Guling, impegnata nella ricerca storica e negli scambi giovanili, mantenendo così viva questa eredità. La storia di Guling rappresenta così un ponte tra culture diverse: ricordarla e trasmetterla significa rafforzare la comprensione e l’amicizia tra i popoli».



