Shenzhen sta gradualmente diventando una delle città con la catena industriale robotica più completa della Cina
di YANG ZHIJIE (China Newsweek)
All’inizio del 2026, presso il chiosco dei popcorn di un cinema a Shekou, un robot umanoide prodotto da Dobot ha lavorato ininterrottamente per quattordici ore, producendo e vendendo autonomamente oltre mille porzioni di popcorn. Quasi contemporaneamente, le aziende robotiche di Shenzhen hanno debuttato al CES, fiera internazionale dell’elettronica di consumo. Negli ultimi anni, aziende come Engine AI, RoboSense, LimX Dynamics e Dobot hanno continuato a lanciare nuovi prodotti, supportate da un ecosistema di innovazione efficiente e aperto, tipico di Shenzhen.
L’ascesa dell’industria robotica di Shenzhen è dovuta principalmente alla completa filiera di approvvigionamento formata dall’industria elettronica 3C (computer, comunicazione ed elettronica di consumo, ndt). Bi Yalei, segretario generale dell’Associazione di Robotica di Shenzhen, riassume la situazione con l’espressione «dalle 3C verso le 3C»: da un lato, l’industria delle 3C matura in settori come sensori, sistemi di controllo e moduli, offrendo abbondanti risorse nella catena di approvvigionamento per i robot; dall’altro lato, l’industria manifatturiera elettronica ha da tempo la necessità di modernizzarsi automatizzando i processi e diventando così uno dei primi mercati di applicazione della robotica.
Liu Peichao, fondatore di Dobot, più di dieci anni fa si è trasferito a Shenzhen per avviare la sua attività, attratto dalla densa concentrazione di piccole e medie fabbriche di trasformazione presenti nella zona. A Tanglang, è riuscito a ridurre il ciclo di lavorazione dei componenti da un mese a un solo giorno. Oggi, la sede di Dobot si trova ancora vicino a istituti di ricerca come lo Shenzhen Institute of Advanced Technology ed è circondata da università e risorse di ricerca. Durante lo sviluppo del suo robot tagliaerba, Kuma Technology è riuscita a passare dal progetto al primo prototipo in sole due settimane. Per gli imprenditori del settore hardware, il vantaggio di Shenzhen risiede nella possibilità di trovare rapidamente catene di approvvigionamento, talenti e supporto tecnologico per le loro idee.
Questo ecosistema industriale stimola anche l’innovazione tecnologica. Nelle sue fasi iniziali, Dobot sviluppava piccoli bracci robotici, comunicò le proprie esigenze alla filiera di approvvigionamento di Huaqiangbei, spingendo gli sviluppatori a monte a creare sistemi di controllo miniaturizzati e integrando nel controller dei robot processori ARM, comunemente utilizzati nell’industria degli smartphone. L’azienda di software robotici Qiaojie Shuwu, invece, ha scelto di sviluppare sistemi di controllo del movimento, assicurandosi ordini a pagamento già nel primo anno. Questi casi dimostrano che gli imprenditori di Shenzhen spesso non si chiedono prima «cosa posso fare», ma piuttosto «di cosa ha bisogno il mercato».
Il mercato, a sua volta, plasma la tecnologia. Liu Peichao ha visitato numerose fabbriche e ha scoperto che, dopo l’acquisto dei bracci robotici, le aziende dovevano sostenere i costi di modifica delle linee di produzione. Pertanto, Dobot ha continuamente ottimizzato i suoi prodotti, arrivando nel 2024 a realizzare un sistema di implementazione delle linee di produzione con un solo clic. L’azienda ha anche collocato i robot in ambienti di produzione reali per test estremi, facendoli funzionare ininterrottamente per due mesi in una fabbrica di auricolari, risolvendo infine il problema del controllo della forza nell’assemblaggio di precisione. Oggi, Dobot serve numerose aziende della classifica Fortune 500.
Un altro vantaggio di Shenzhen è l’“innovazione collaborativa” tra ricerca e mercato. Dal 2025, lo Shenzhen Institute of Advanced Technology ha istituito un “supermercato dei risultati”, che espone i risultati della ricerca come fossero merci. Le aziende possono scansionare i codici per ottenere informazioni sulla tecnologia, sugli scenari applicativi e sul personale di ricerca e sviluppo. In passato, esistevano spesso barriere informative tra i risultati della ricerca e le esigenze delle imprese, mentre ora il feedback del mercato può influenzare direttamente le direzioni della ricerca. Da molti anni, inoltre, lo Shenzhen Institute of Advanced Technology presenta anche prototipi di robot alla China Hi-Tech Fair, consentendo ai ricercatori di comprendere le reali esigenze del mercato e promuovendo la trasformazione dei risultati della ricerca in applicazioni pratiche.
Apertura e inclusività sono altre parole chiave nell’ecosistema dell’innovazione di Shenzhen. Dieci anni fa, quando il team fondatore di Dobot avviò la propria attività, i loro piccoli bracci robotici industriali erano considerati «sporchi, faticosi e poco attraenti», tuttavia il Maker Institute dello Shenzhen Institute of Advanced Technology fornì loro gratuitamente spazi per uffici e test e aiutò l’azienda a ottenere i primi finanziamenti, dando così a un’idea che non era ancora stata riconosciuta dal mercato la possibilità di crescere. Ora, con l’ingresso dell’industria robotica in una fase di rapido sviluppo, Shenzhen si trova ad affrontare nuove sfide legate agli spazi e agli scenari applicativi. Il distretto di Nanshan, attraverso l’iniziativa “l’industria ai piani superiori”, offre spazi di test pilota per le aziende di robotica, aiutando Dobot a riprendere il suo ritmo imprenditoriale caratterizzato da “progettare la mattina, produrre la sera e testare il giorno successivo”. Allo stesso tempo, il governo coordina l’apertura di ambienti reali come parchi, aree verdi, edifici pubblici e zone industriali per fornire scenari di test per robot tagliaerba e robot umanoidi.
Nel 2025, il progetto del distretto di Nanshan per la selezione competitiva degli scenari applicativi della robotica ha addirittura eliminato le restrizioni geografiche per gli enti richiedenti, consentendo alle aziende di connettersi a scenari applicativi a livello nazionale. Bi Yalei ritiene che questa apertura sia di per sé una caratteristica chiave dell’ecosistema innovativo di Shenzhen.
Dalla catena di approvvigionamento alla ricerca, dal mercato agli scenari applicativi, fino al sostegno di un governo aperto, Shenzhen sta creando una “foresta pluviale dell’innovazione” unica nel suo genere: aziende, istituti di ricerca, fornitori e operatori di mercato di diverse dimensioni sono interconnessi; le tecnologie si evolvono rapidamente in base alle esigenze reali e i risultati innovativi passano più facilmente dai laboratori alle industrie. È proprio questo ecosistema industriale aperto, inclusivo e ad alta densità che consente alla robotica e all’hardware intelligente di Shenzhen di produrre continuamente prodotti di grande successo, diventando gradualmente un’importante fonte di innovazione per l’hardware intelligente in Cina.



