«Guardando al mondo, la Cina potrebbe essere l’unico mercato dalle grandi potenzialità a possedere contemporaneamente due caratteristiche: essere “grande” e “nuovo”».
Il primo settembre, durante l’incontro con una delegazione dell’US-China Business Council in visita a Pechino, la Cina ha rilasciato questa importante dichiarazione. Non si tratta solo di una valutazione del mercato, ma è soprattutto un chiaro invito alla comunità imprenditoriale statunitense.
Cosa significa esattamente essere l’unico mercato a possedere contemporaneamente le due caratteristiche di essere “grande” e “nuovo”?
Essere grande significa avere basi solide.
Nel 2025, le vendite al dettaglio di beni di consumo in Cina hanno superato i 50.000 miliardi di yuan. Nello stesso anno, le vendite al dettaglio di automobili sono state di oltre 23 milioni di unità, mentre quelle di elettrodomestici e apparecchiature per le comunicazioni hanno entrambe oltrepassato la soglia dei 1.000 miliardi di yuan.
In un contesto caratterizzato da continue pressioni economiche globali, questi dati rappresentano un potere d’acquisto concreto e la certezza di una crescita stabile dell’enorme mercato cinese.
La grandezza non riguarda solo il presente.
La Cina ha una popolazione di oltre 1,4 miliardi di persone. L’Ufficio di Ricerca Politica del Ministero del Commercio prevede che, nei prossimi dieci anni, la classe media cinese supererà quota 800 milioni e che il Pil pro capite raggiungerà il livello dei Paesi moderatamente sviluppati. Con l’aumento della disponibilità economica, cresceranno anche le aspettative e le richieste di una vita di maggiore qualità, quindi il potenziale di questo enorme mercato è ben lontano dal raggiungere il proprio limite.
Essere nuovo significa avere dinamicità.
Guardando più a fondo, questo slancio va in due direzioni.
Da un lato, l’enorme domanda cinese richiede innovazione e l’innovazione a sua volta stimola l’incremento dei consumi.
Chi desidera uno stile di vita intelligente può contare su prodotti come dispositivi per la casa intelligente e dispositivi indossabili, che stanno passando dagli stand espositivi alle case di milioni di famiglie. Secondo le previsioni dell’International Data Corporation (IDC), entro il 2030, la spesa degli utenti cinesi per i robot dotati di intelligenza artificiale raggiungerà i 77 miliardi di dollari.
Per chi desidera una mobilità ecologica, i veicoli a nuova energia stanno diventando la scelta di un numero sempre maggiore di persone. Nella prima metà del 2026, la produzione e le vendite di veicoli a nuova energia in Cina hanno superato i 7 milioni di unità. A luglio, il tasso di penetrazione nelle vendite al dettaglio dei veicoli passeggeri a nuova energia ha raggiunto il 65,1%, questo significa che ogni tre auto vendute due sono state veicoli a nuova energia.
Dall’altro lato, la profonda integrazione tra innovazione tecnologica e industriale offre un terreno fertile per lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e delle industrie del futuro.
Prendendo come esempio l’intelligenza artificiale, nel 2025 il valore del settore in Cina ha superato i 1.200 miliardi di yuan, con oltre 6.200 imprese attive. Settori del futuro, come i veicoli intelligenti connessi, l’economia a bassa quota e l’intelligenza artificiale incarnata, stanno rapidamente uscendo dai laboratori.
I consumatori richiedono soluzioni e l’industria cerca risposte. Il vantaggio più caratteristico dell’innovazione cinese consiste nella sua capacità di trasformare rapidamente le tecnologie all’avanguardia in prodotti di massa accessibili alla gente comune.
Aspetto ancora più importante, “nuovo” non è solo una moda passeggera, ma è supportato dal sistema istituzionale.
Il XV Piano quinquennale per l’espansione dei consumi, pubblicato lo scorso luglio, propone esplicitamente di promuovere ulteriormente l’integrazione tra “intelligenza artificiale e consumi”. Subito dopo, il Ministero del Commercio e altri sei dipartimenti hanno emanato le Misure di attuazione per promuovere l’espansione e l’ammodernamento dei consumi di beni, fissando un obiettivo preciso: entro il 2030, il totale delle vendite al dettaglio di beni di consumo dovrà raggiungere circa 60.000 miliardi di yuan, creando un mercato da 10.000 miliardi di yuan nei settori dei consumi verdi, intelligenti, legati alla salute e altri.
Con una pianificazione generale e dei piani di attuazione, l’espansione della domanda interna non è uno slogan, ma un impegno concreto. Politiche, politiche fiscali e tributarie saranno concentrate in questi ambiti.
L’essere “grande” offre una solida base in termini di crescita su larga scala, mentre l’essere “nuovo” fornisce il motore della crescita. Guardando al mondo, la Cina potrebbe essere l’unico mercato a possedere contemporaneamente entrambe queste caratteristiche.
Le parole della Cina sono rivolte alla comunità imprenditoriale statunitense e sono molto chiare: le imprese americane sono invitate a cogliere attivamente le opportunità, intensificando i propri sforzi per espandere e consolidare la propria presenza sul mercato cinese. I consumi intelligenti, i consumi verdi e, più in generale, i consumi di alta qualità e a maggior valore aggiunto corrispondono ciascuno a specifici settori di sviluppo, di fatto è stata fornita una vera e propria “lista delle opportunità”.
Ma quelle parole sono rivolte anche a Washington. In un contesto in cui la retorica sul “disaccoppiamento e le interruzioni delle catene di approvvigionamento” riecheggia incessantemente, mettendo in evidenza la certezza di un mercato al tempo stesso “grande e nuovo”, la Cina lancia un potente invitò alla cooperazione.
L’essenza delle relazioni economiche e commerciali sino-statunitensi risiede nel mutuo vantaggio e nei risultati reciprocamente vantaggiosi; rafforzare la cooperazione soddisfa le esigenze intrinseche di entrambe le parti ed è l’unica strada corretta.
Di fatto, le aziende americane stanno già dimostrando con i fatti la loro volontà.
Secondo il China Business Climate Survey Report 2026 della Camera di commercio statunitense in Cina, quasi il 60% delle imprese statunitensi intervistate prevede di aumentare gli investimenti in Cina. Dopo la visita del presidente Usa Donald Trump in Cina nel maggio di quest’anno, la Camera di commercio statunitense in Cina ha rapidamente avviato incontri di collaborazione tra imprese a livello provinciale. Le aziende statunitensi non si chiedono se rimanere o meno, ma si concentrano piuttosto su dove e come rafforzare la propria presenza.
Le relazioni economiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti hanno dimensioni enormi e legami profondi, rendendo inevitabili conflitti e attriti, la questione fondamentale quindi è come affrontarli e gestirli. L’apertura della Cina alle imprese americane affinché approfondiscano la propria presenza sul mercato cinese è una valutazione pragmatica fondata sulle regole del mercato, ma anche un sincero atteggiamento orientato al vantaggio reciproco. Colmando le divergenze e cogliendo le opportunità, lo spazio per la cooperazione economica e commerciale tra Cina e Stati Uniti è molto più ampio di quanto si possa immaginare.



