Dopo sei mesi, si chiude a Changsha l’evento inaugurato lo scorso dicembre. Appuntamento a Shanghai nel 2027
Mentre a Changsha si conclude ala prima Biennale Internazionale d’Arte Huang Yongyu per Bambini e Ragazzi con Disabilità, Firenze le dedica l’evento Starry Starry Night a Firenze. Biennale Internazionale d’Arte Yongyu di bambini e ragazzi con disabilità. Arte, educazione e inclusione senza confini.
Inaugurata a Changsha lo scorso dicembre, la mostra è stata curata da Wu Hongliang, membro del Comitato Nazionale della CCPPC e direttore dell’Accademia di Pittura di Pechino, che ha scelto come tema La luce dei sette colori.
Scegliere la provincia dello Hunan come sede di questa prima edizione, ospitata presso il Mango Art Museum, rappresenta un omaggio alle radici artistiche del maestro Huang Yongyu e al calore culturale e umano di questa terra.
Il tema La luce dei sette colori non è solo un richiamo alla poetica della fisica naturale, ma simboleggia anche la percezione e l’espressione più autentica e pura che ogni bambino ha del mondo. I curatori hanno raccolto sia le opere provenienti da numerose scuole di tutta la Cina, sia lavori creativi da Paesi come Francia e Italia. Ogni opera è un fascio di luce unico, che custodisce il battito cardiaco e il respiro del suo creatore, riflettendo al contempo la sincera dedizione di tantissime persone.
Questa mostra integra molteplici risorse provenienti da governo, imprese e istituzioni artistiche, per costruire un meccanismo di cooperazione sinergica multidominio, multidimensionale e multiforma. L’evento presenta le creazioni di bambini e adolescenti con disabilità secondo gli standard di una mostra d’arte professionale,
concentrandosi sul valore estetico e sul significato ideologico delle opere stesse. Attraverso concetti curatoriali innovativi e una prospettiva critica d’arte professionale, la mostra guida il pubblico a focalizzarsi sulla creatività unica, sulle emozioni sincere e sulla spiritualità artistica incontaminata insite nei lavori, raggiungendo così una comprensione e una risonanza più profonde a livello artistico.
Come ha affermato Wang Han, uno dei promotori di questa biennale, quel calore che sorge nel cuore dei visitatori mentre si fermano e si emozionano davanti alle opere è proprio «l’impulso d’amore» che la mostra spera maggiormente di suscitare. Quando questi sentimenti, piccoli ma autentici, si uniscono, non solo illuminano i bambini, ma fanno risplendere anche chiunque stia imparando a comprendere e a prendersi cura degli altri.
In occasione dell’evento Starry Starry Night a Firenze. Biennale Internazionale d’Arte Yongyu di bambini e ragazzi con disabilità. Arte, educazione e inclusione senza confini, svoltosi il 14 maggio scorso, il console generale della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, Yin Qi, ha voluto ricordare che il «Maestro Huang Yongyu è stato un artista di straordinario successo, di chiara fama sia in Cina che all’estero. Al contempo, era ben noto a tutti noi per il suo carattere schietto, fanciullesco, ottimista e ironico. Una volta disse: “Dopo la mia scomparsa, desidero lasciare cinque parole: amore, compassione, gratitudine”. La Mostra Internazionale d’Arte Huang Yongyu per Bambini e Ragazzi con Disabilità è proprio il riflesso vivente del nobile spirito del Maestro, nonché una profonda interpretazione delle cinque parole da lui pronunciate».
La prossima edizione della mostra si svolgerà a Shanghai nel 2027, da settembre a novembre.



