Yang Huishan e suo marito Chang Yi sono riusciti a sviluppare un linguaggio artistico che combina tecniche tradizionali e sperimentazione contemporanea
Affascinata dall’arte vetraria occidentale, Yang Huishan, insieme al marito Chang Yi, fondò Liuli Gongfang con l’obiettivo di sviluppare un linguaggio artistico del vetro capace di esprimere la cultura e l’estetica orientali, combinando tecniche tradizionali e sperimentazione contemporanea.
Yang Huishan, nota in Occidente come Loretta Yang, è un’attrice taiwanese che, all’apice della sua carriera cinematografica, scelse di abbandonare il cinema per dedicarsi all’arte del vetro contemporanea cinese.
Nel 1987, durante le riprese del film My Love, entrò per la prima volta in contatto con l’arte vetraria occidentale e rimase profondamente affascinata dalla trasparenza e dalla luminosità del vetro, nonché dalla sua capacità di trasmettere spiritualità ed emozione.
In un periodo in cui in Cina non esisteva ancora una consolidata tradizione di arte vetraria contemporanea, Yang Huishan e il marito Chang Yi fondarono Liuli Gongfang. Recuperando e reinterpretando la tecnica della fusione a cera persa, l’azienda diede vita a opere caratterizzate da una forte identità cinese e da una profonda dimensione umanistica.
Nel corso degli anni, Liuli Gongfang è diventata una delle realtà più influenti nel panorama dell’arte vetraria contemporanea, aprendo oltre trenta gallerie nel mondo. Le opere dello studio sono state le prime creazioni artistiche cinesi in vetro ad entrare nel programma degli Academy Awards e oggi fanno parte delle collezioni permanenti di numerosi musei e istituzioni internazionali.
Attraverso esposizioni in tutto il mondo, Yang Huishan e Chang Yi hanno contribuito a diffondere nel mondo una nuova immagine del vetro cinese, utilizzandolo come mezzo espressivo capace di trasmettere estetica, spiritualità e pensiero culturale orientale.
LA STORIA DELLA VETRERIA CINESE
Le prime testimonianze della lavorazione in vetro in Cina risalgono alla dinastia Zhou occidentale, periodo in cui il vetro giunse nel Paese attraverso gli scambi commerciali.
Con la dinastia Han, questa produzione vetraria iniziò a svilupparsi in modo più significativo, grazie al perfezionamento delle tecniche di lavorazione e all’introduzione di nuovi materiali. Tuttavia, fu durante la dinastia Tang che la vetreria cinese raggiunse la propria epoca d’oro. In questo periodo i maestri vetrai svilupparono la tecnica dei “millefiori”, ottenuta fondendo sottili canne di vetro colorato per creare motivi complessi successivamente modellati in vasi e oggetti ornamentali.
Con la dinastia Ming, la lavorazione del vetro conobbe un’ulteriore fase di innovazione artistica e tecnica. I vetrai cinesi introdussero infatti nuove metodologie, tra cui la “sovrapposizione intagliata”, una tecnica basata sulla stratificazione di diversi colori di vetro e sull’intaglio degli strati esterni per rivelare quelli sottostanti, ottenendo un effetto tridimensionale.
L’INNOVAZIONE DI LIULI GONGFANG
Nel panorama contemporaneo, Liuli Gongfang si distingue per un approccio fortemente innovativo rispetto alla tradizione. L’azienda ha sviluppato numerose tecniche sperimentali, tra cui la rifusione, la sintetizzazione secondaria e la fusione a cera persa combinata con lo stampaggio a soffiaggio, impegnandosi inoltre nell’introduzione di nuove tecnologie ogni tre-cinque anni.
Le opere di Liuli Gongfang incarnano profondamente i principi dell’estetica orientale, fondati sul valore dello spazio vuoto, sulla sottigliezza espressiva e sul significato implicito. Diversamente dalla tradizione occidentale che tende a privilegiare gli effetti della luce sulla superficie dell’opera, l’arte vetraria cinese concentra la propria ricerca su ciò che la luce rivela attraverso il vetro.
Ispirandosi alla cultura tradizionale cinese, le opere utilizzano paesaggi, fiori e uccelli come metafore simboliche che racchiudono significati profondi e stratificati. La translucenza e la fluidità del vetro entrano così in perfetta sincronia con l’estetica orientale, rendendo questo materiale uno strumento ideale per esprimere la sensibilità culturale e spirituale cinese.
Dal punto di vista dimensionale, Liuli Gongfang ha superato i limiti della tradizione europea ottocentesca legata alla fusione a cera persa. Le opere francesi del XIX secolo realizzate con questa tecnica raggiungevano generalmente dimensioni contenute, intorno ai venti centimetri, mentre le sculture presentate al Museo del Palazzo di Pechino nel 1998 superavano il metro di altezza. Sul piano tecnico, invece, l’azienda ha innovati i processi di fissaggio del colore, passando dalla tecnica bidimensionale basata sulla cottura di polveri colorate a sofisticati sistemi tridimensionali applicati alla scultura.
IL VETRO COME PONTE CULTURALE
Secondo gli artisti di Liuli Gongfang, il pubblico occidentale è in grado di cogliere il nucleo emotivo e spirituale delle opere cinesi attraverso un linguaggio artistico basato su armonia, introspezione e sensibilità estetica. Tuttavia, gli artisti cinesi si confrontano con la sfida di rinnovare una tradizione vetraria millenaria, reinterpretandola nel contesto dell’arte contemporanea internazionale. In questa prospettiva, la cooperazione artistica si fonda sul dialogo e sullo scambio culturale, con l’obiettivo di costruire un linguaggio creativo condiviso che unisca l’eredità orientale all’innovazione moderna. Secondo questa visione, il progresso tecnico da solo non basta: sono fondamentali l’originalità, la consapevolezza culturale e una profonda conoscenza storica dell’arte vetraria affinché il vetro possa diventare uno strumento capace di trasmettere la filosofia e la sensibilità orientale.



