Entrata nel 2008 nella seconda lista del patrimonio culturale immateriale nazionale, questa tecnica di tessitura utilizza una fibra vegetale che richiede un centinaio di passaggi di lavorazione
Il distretto di Rongchang, nella città di Chongqing, riconosciuta come culla del tessuto estivo cinese, custodisce una tradizione secolare: l’arte della tessitura della ramia.
In un’antica bottega tessile di Rongchang, un artigiano di nome Li Jiangkang lavora con straordinaria maestria davanti al suo telaio, intrecciando i fili di ramia con precisione e naturalezza. Riconosciuto come erede nazionale delle tecniche di tessitura del tessuto Xia, Li Jiangkang ha iniziato ad apprendere quest’arte all’età di sei anni, arrivando a padroneggiarne ogni fase già a quattordici. Oggi, da oltre cinquant’anni, custodisce e tramanda il sapere legato al suo telaio.
Sebbene le origini della tessitura delle ramie risalgano alla tarda dinastia Jin orientale, già durante la dinastia Han era considerata una delle principali tecniche tessili del popolo cinese. Sotto la dinastia Qing, i prodotti in ramia di Rongchang iniziarono ad essere esportati in Corea, Giappone e nel Sudest asiatico.
Come spiega lo stesso Li Jiankang, la ramia, nota anche come “erba cinese”, è una fibra vegetale seminata in primavera e raccolta tre volte l’anno. Il suo processo produttivo è complesso e meticoloso e pochi sanno che il tessuto ricavato presenta caratteristiche diverse a seconda del periodo di coltivazione. «La ramia migliore viene coltivata in piena estate, a luglio, quando il sole è abbondante, e la ramia sbiancata è particolarmente bianca e traslucida», afferma Li Jiangkang.
Nonostante la produzione della ramia si articoli in tre fasi, lavorazione, filatura e tessitura, in realtà richiede quasi un centinaio di passaggi, a partire dalla battitura della fibra con una canna di bambù. Proprio per questo l’arte dell’intreccio della ramia si basa interamente sulla lavorazione artigianale.
Realizzare un tessuto con un pezzo di ramia «sottile come la carta Xuan, liscio come uno specchio, fine come la seta e leggero come l’ala di una cicala», spiega Li, richiede non solo un’abilità tecnica, ma anche grande perseveranza, meticolosità e pazienza, oltre alla collaborazione di più persone, non lasciando spazio a fretta o superficialità.
Tuttavia, a causa dei lunghi orari di lavoro, dei bassi redditi e della mancanza di eredi, la sopravvivenza di questa tradizione è stata messa a rischio. Un punto di svolta arrivò nel 2008, quando la tecnica di tessitura è stata inclusa nella seconda lista del patrimonio culturale immateriale nazionale, aprendo la strada ad una vera e propria rinascita.
Nel Museo Industriale della città di Chongqing è stato allestito un laboratorio sul patrimonio culturale immateriale del tessuto estivo. Qui, Qi Tao, il responsabile del marchio Yi Qiu Tang basato sulla produzione di prodotti in ramia, presenta ai visitatori prodotti culturali e creativi che combinano il tessuto estivo con le antiche tecniche di pittura su mattoni e tegole che porta con sé il significato di buon auspicio.
Da oltre vent’anni, Qi Tao si dedica alla tutela e alla trasmissione di quest’arte ed è convinto che il patrimonio culturale immateriale non debba restare confinato nei musei, ma integrarsi nella vita contemporanea. Per questo, il suo team unisce tradizione e design, sviluppando in modo innovativo oltre mille prodotti in ramia, tra cui ventagli, dipinti, borse, abbigliamento, accessori e oggetti decorativi. Dal 2018, Qi Tao ha aperto diversi laboratori in varie regioni della Cina, tra cui il Sichuan e il Guanxi, per promuovere la tessitura del tessuto Xia. Il suo obiettivo è creare un vero e proprio “ecosistema culturale” dedicato al tessuto Xia, per integrarlo con altri ambiti della tradizione cinese come la cultura del tè, l’architettura e persino le tecnologie più avanzate.
Oggi Rongchang vanta un totale di 62 rappresentanti del patrimonio culturale immateriale a vari livelli e il governo locale sta sviluppando un polo turistico che integra ricerca e sviluppo, lavorazione, commercio, esposizione e attività esperienziali legate al tessuto estivo.



