La decisione annunciata nel corso di una trasmissione in onda sulla CCTV
Non parteciperà ai prossimi Giochi Olimpici invernali di Milano Cortina. A un mese dall’apertura dell’edizione italiana, il due volte campione olimpico Wu Dajing annuncia il suo ritiro ufficiale dall’attività agonistica all’età di 32 anni.
Avvicinatosi al pattinaggio sul ghiaccio fin da bambino, è entrato nella nazionale cinese a 16 anni e, iniziando ad allenarsi con la squadra femminile, è cresciuto passo dopo passo fino a diventare campione del mondo di short track.
Wu Dajing ha partecipato a tre edizioni dei Giochi olimpici invernali. Nella finale dei 500 metri maschili di short track ai Giochi di PyeongChang 2018 ha conquistato l’oro stabilendo il record mondiale e regalando alla delegazione sportiva cinese la prima e unica medaglia d’oro di quell’edizione.
Poi, ai Giochi di Pechino 2022, nella finale della staffetta mista di short track, la squadra cinese composta da Wu Dajing, Ren Ziwei, Fan Kexin e Qu Chunyu ha vinto l’oro con il tempo di 2’37”348. Wu è così diventato il primo atleta cinese a conquistare l’oro in due edizioni consecutive dei Giochi invernali.
Dopo i Giochi di Pechino, Wu Dajing ha ricoperto nuovi ruoli, diventando allenatore e docente universitario. Ai Giochi Asiatici invernali dello scorso anno è stato anche tedoforo e ha partecipato allo spettacolo della cerimonia di apertura. Ma non si è mai allontanato dalle piste, continuando ad allenarsi fino alla vigilia dei Giochi di Milano Cortina per inseguire un nuovo sogno.
In vista delle prossime Olimpiadi invernali, Wu ha provato anche il passaggio dallo short track al pattinaggio di velocità su pista lunga. «Ogni atleta, alla fine della carriera, deve affrontare la sfida della trasformazione».
In realtà, da tempo Wu Dajing stava riflettendo seriamente sull’ipotesi del ritiro. Ma ogni volta che metteva piede sul ghiaccio, si rendeva conto di non riuscire a dirgli addio. Annunciando il ritiro, davanti alle telecamere, ha dichiarato: «Forse la mentalità degli atleti è sempre la stessa: finché non vieni eliminato, penserai sempre di potercela fare ancora».
Ma ora ha ammesso che è arrivato il momento di fare un passo indietro: «Sono entrato nel mondo del pattinaggio in modo silenzioso e senza clamore, quindi non c’è bisogno di fare le cose in grande quando me ne vado». A suo dire, ritirarsi così, in modo tranquillo, è anche un bel ricordo da conservare. «Ringrazio lo short track, lo sport che amo di più: ci siamo accompagnati a vicenda per vent’anni. Ogni mattina, al risveglio, pensare che avrei dovuto andare sul ghiaccio ad allenarmi mi dava un senso di pace e sicurezza. Sono grato per l’impegno totale e il sostegno reciproco che ci siamo dati».



