Partendo dai modelli tradizionali, ne sono stati creati di nuovi che hanno permesso a questa tradizione di rinnovarsi e arrivare fino a oggi. Nel 2021 il ricamo con i capelli è stato inserito nell’elenco dei patrimoni culturali immateriali nazionali
L’arte del ricamo con i capelli ha origine dall’usanza popolare di usare i capelli umani come filo per ricamare il Buddha, diffusa in Cina nel periodo nella dinastia Tang (618-907). Ha, quindi, una storia di oltre 1.300 anni.
Dopo essere caduta in disuso, negli anni Cinquanta del secolo scorso, l’arte del ricamo con i capelli è stato rivitalizzata dall’Istituto di ricamo di Suzhou e successivamente si è sviluppata nella città di Dongtai, fino a quando nel 2021 è stata inserita nell’elenco dei patrimoni culturali immateriali nazionali.
Come racconta l’agenzia di stampa Xinhua, Chen Boyu, un erede di quest’arte, realizza ricami con i capelli da oltre quarant’anni. Sulla base dei modelli tradizionali, ha creato anche modelli che riflettono la cultura locale e le usanze popolari, vincendo diversi premi nazionali e provinciali. Grazie agli artisti che l’hanno praticata nel corso dei decenni, quest’arte ha abbracciato numerose innovazioni, come l’utilizzo di capelli tinti al posto di quelli neri e l’adozione di diverse tecniche di cucitura.


