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Yang Benfen, la scrittrice che ha debuttato a 80 anni

redazione 21 Dic 2021 libro - scrittura

Grazie a Qiu Yuan, Yang Benfen ha ottenuto un’ampia attenzione. Ha pubblicato questo suo primo libro a 80 anni. Anziana, ha preso la penna e ha scritto una nuova opera. Per lei, la scrittura può essere usata per affrontare il destino e per annotarlo

 

LI JING

 

Se il ginocchio non le fa male, ogni giorno Yang Benfen può scrivere diverse pagine sull’iPad. Ha iniziato a scrivere a quasi 60 anni e ora che ne ha 81 sta per pubblicare la sua seconda opera Fu mu e sta già scrivendo la terza. «Non mi aspettavo che accadesse, è stato del tutto imprevisto», ha detto ripetutamente a Cina in Italia.

 

L’integrazione del debutto

È nota per il suo romanzo d’esordio Qiu Yuan, di cui Fu mu può essere considerato in una certa misura l’integrazione. Nel libro che racconta la vita di sua madre e la lotta della famiglia per sopravvivere, a causa del ritmo serrato, Yang Benfen ha omesso la storia di Yang Rui, il fratello minore più piccolo, morto di polmonite tra le sue braccia a 13 mesi e da lei mai dimenticato. In Fu mu, ha riscritto la storia di Yang Rui, rendendo il primo racconto di questa raccolta un testo più ricco ed emozionante.

Yang Benfen ha fatto molte cose nella vita: coltivato i campi, lavorato come contabile e preso in appalto un negozio di ricambi d’auto. Non ha mai svolto lavori attinenti alla scrittura né ha avuto una formazione professionale in questo ambito. Ma sa raccontare storie e ha una buona memoria, le basta leggere un libro per ricordarlo.

Negli anni della vecchiaia, Yang Benfen non ha voluto far altro che raccontare storie facendole fluire attraverso la penna, non ha mai osato dire di avere talento, ma sa solo che nella sua vita una la cosa che ha desiderato di più è stato studiare.

 

Studiare è davvero bello

Yang Benfen è nata nel 1940 a Xiangyin nello Hunan. Essendo la figlia maggiore, fin da piccola aiutava la mamma nelle faccende domestiche, prendendosi cura di fratelli e sorelle minori. Solo a 11 anni, ha finalmente avuto l’opportunità di studiare.

Ogni giorno si alzava prima dell’alba, camminava per 12 li sulla strada di montagna (6 chilometri, ndt) per andare a scuola e poi, fino a notte fonda, sotto la luce della lampada a olio, doveva ricamare per aiutare la famiglia a guadagnare qualche spicciolo. Nonostante questo, sulla strada per andare a scuola, Yang Benfen continuava a dire a se stessa: «Studiare è davvero bello!».

Dopo aver terminato la scuola elementare, non è potuta andare alla scuola media, ma ha dovuto lavorare per far guadagnare punti lavoro alla sua famiglia (sistema di retribuzione applicato nelle comuni popolari, ndt). Solo a 17 anni, ha potuto proseguire gli studi, superando l’esame alla Scuola industriale di Yueyang, ma proprio quando mancavano due mesi al suo diploma, all’improvviso la scuola ha chiuso. Senza un diploma non riusciva a trovare un lavoro né voleva tornare a casa, così è andata nella vicina Yichun. Lì, ha trovato un’Università comunista del Lavoro, in cui si lavorava e si studiava, è stata nuovamente ammessa, ma dopo meno di un anno, a causa di problemi legati alla sua estrazione familiare, è stata trasferita a Hejiaba per ricostruirlo e così ancora una volta non aveva libri per studiare. Ha deciso di sposarsi per un semplice motivo: il marito le aveva detto che, dopo il matrimonio, avrebbe potuto proseguire gli studi, ma sono arrivati i figli, uno dopo l’altro, e il desiderio più grande della sua vita alla fine è sfumato.

Successivamente, dopo vari cambiamenti, Yang Benfen è andata a lavorare nella compagnia di trasporti della contea, ma ancora una volta il destino si è preso gioco di lei, facendole perdere l’opportunità di diventare un’impiegata regolare, quindi ha dovuto essere cauta e prudente, lavorare duro e sopportare i torti, sorridere a tutti. Il fatto di essere una lavoratrice temporanea le ha portato un senso di insicurezza a lungo termine. Nonostante si trovasse in questa situazione, in un’epoca in cui i libri scarseggiavano, faceva ancora il possibile per studiare.

Avendo avuto un’esperienza del genere, Yang Benfen ha sempre detto ai suoi figli che avrebbero dovuto frequentare l’università. Agli occhi di sua figlia Zhang Hong, la mamma non è stata solerte nel mostrare un alto livello di pensiero, nella sua vita non è stata mai una ribelle, ha solo seguito la sua semplice intuizione e natura.

 

Quattro chilogrammi di fogli

Quando Yang Benfen aveva 60 anni, sua madre Liang Qiufang, a 89 anni, è morta. Immersa nei pensieri e in un grande dolore, ha letto Jiang shang de muqin (Madre sul fiume) dello scrittore Ye Fu e all’improvviso ha pensato: «Anch’io posso scrivere di mia mamma, era una persona straordinaria».

Quando è emersa in lei l’idea della scrittura non ha potuto più reprimerla. Nella cucina di quattro metri quadrati ristrutturata da un balcone, ha iniziato a scrivere su fogli a quadretti. Tra le verdure lavate ad asciugare nel cestino, la carne a stufare sul fornello, aspettando che la zuppa bollisse, nel frastuono della cappa che aspirava il fumo, cercando uno spazio per la scrittura tra le faccende domestiche, Yang Benfen ha detto: «Scrivere è come viaggiare, ho ripercorso la mia lunga vita».

In oltre due anni, scrivendo e riscrivendo, ha riempito quattro chilogrammi di fogli. Al termine, non ha mai pensato di pubblicare ciò che aveva scritto, ma la figlia Zhang Hong ha postato un articolo sul forum Tianya e quella storia di una comune famiglia cinese, che nei grandi tumulti delle epoche ha lottato per sopravvivere, ha attirato rapidamente un gran numero di fedeli lettori sul web e le reazioni e gli incoraggiamenti di molti utenti hanno sorpreso molto Yang Benfen che, per rispondere ai messaggi, ha iniziato a imparare a utilizzare il computer.

A giugno 2020, è stato pubblicato il suo primo libro, Qiu yuan. Erano passati 17 anni da quando aveva scritto quella storia. Ma questa volta, finalmente, non aveva perso di nuovo l’occasione. Una celebre frase di Kafka recita: «Non importa chi sei, se mentre vivi non riesci ad affrontare la vita, devi usare una mano per respingere la disperazione che avvolge il destino e l’altra per annotare tutto ciò che vedi nella rovina. Perché vedi cose diverse rispetto agli altri e anche di più». Secondo Zhang Hong, sua madre sta facendo proprio questo.

 

Traduzione Lea Vendramel

 

杨本芬:80岁开始成为作家

 

杨本芬凭借《秋园》获得广泛关注,而出版这本处女作时她已经80岁。这个老人拿起笔,又写下了新的作品,对于她而言,文字可以用来抵挡命运,也可以记录命运

 

李静

 

只要膝盖不痛,杨本芬每天都可以在iPad上写出好几页。从年近60岁开始写作,如今81岁的她即将出版第二部作品《浮木》,第三部作品也在撰写中。“没想到会出,真是一个意外。”杨本芬反复对《世界中国》说。

 

处女作的补充

她被人所知,是因为处女作《秋园》,《浮木》某种程度上可以看作《秋园》的补充。在那部描述母亲一生以及一家人挣扎求生的书中,为了小说节奏紧凑,杨本芬最小的弟弟杨锐的故事被删去。这个在十三个月大时,因肺炎死在杨本芬怀抱中的小弟弟,从未被她遗忘。在《浮木》中,她将杨锐的故事重写,让这部短篇小说集的第一个故事有了更丰富的文本和情感。

杨本芬这辈子做过很多事,种田,当过会计,还承包过汽车零配件商店自己做小老板,唯独没做过任何和文字相关的工作,也没有受过任何专业写作训练。但她会讲故事,记忆力也好,只要是读过的书她都记得。

晚年,杨本芬无非是把她愿意讲的故事在笔端流淌出来,她从不敢说自己有什么天赋,她只知道,自己这一生,最渴望的一件事,就是读书。

 

读书真好

杨本芬1940年出生在湖南湘阴,作为家中长女,她从小帮助母亲分担家务,照顾弟弟妹妹,直到11岁,她才终于等来读书的机会。

每天天不亮就起床,走12里山路去上学,深夜还要在油灯下刺绣帮家里挣些零钱。即便如此,杨本芬仍在上学路上自言自语:读书真好呀!

小学毕业后,杨本芬没能升入中学,她要参加劳动给家里攒工分。杨本芬17岁才得以通过岳阳工业学校的考试继续读书,就在她还有两个月就要毕业时,学校却忽然停办了,她没有拿到毕业证没法找工作,也不想回家,就去最近的宜春。在宜春,她找到一所半工半读的共产主义劳动大学,她又考上了,结果读了还不到一年,因为家庭成分问题被下放到何家坝改造,她又没有书读了。她选择了婚姻,原因很简单,对方说结了婚她可以继续读书,但孩子一个接一个地来了,这辈子最大的愿望终究落空。

后来经辗转,杨本芬到县里的运输公司上班,命运再次和她开了个玩笑,她错了转为正式职工的机会,她必须小心谨慎,必须任劳任怨,对每一个人都赔着笑脸,因为自己是临时工,这个身份给她带去长久的不安全感。即便在这样的境遇里,在那个书籍奇缺的年代,她仍在尽全力读书。

有了这样的经历,杨本芬也一直要求自己的孩子以后必须读大学。在女儿章红眼中,母亲并非刻意去展现什么思想高度,她一生都不是一个反叛者,她只是在秉承她心中朴素的直觉与人性。

 

八斤重的稿纸

杨本芬60岁那年,89岁的母亲梁秋芳去世了。在巨大的思念与悲痛中,她正好读到了作家野夫的《江上的母亲》,她突然冒出一个想法:“我也可以写写自己的妈妈,我的妈妈是个了不起的人。”

当写作的念头浮现,便再也没法按压下去。在那个由阳台改造的四平方米大的厨房里,在一叠方格稿纸上开始动笔。洗净的青菜晾在篮子里,灶头炖着肉,在等汤滚沸的间隙,在抽油烟机的轰鸣声中,在家务活中寻找着写作的缝隙,杨本芬说:“我就像是用笔赶路,重新走了一遍长长的人生。”

两年多时间,边写边改,她写下8斤重的稿纸。写完后,杨本芬从未想过出版,女儿章红把文章贴到天涯社区,这个讲述一个普通中国人家在时代大浪中挣扎求生的故事迅速在网上吸引了一大批忠实读者,众多网友的反馈和鼓励给了杨本芬很大惊喜。为了回复网友留言,杨本芬开始学习使用电脑。

2020年6月,杨本芬的处女作《秋园》出版。此时,距离她写下这个故事,已经过去了17年。这一次,她终于没有再错过。

卡夫卡有一段著名的话,“无论什么人,只要你在活着的时候应付不了生活,就应该一只手挡开点笼罩命运的绝望,同时,另一只手记下在废墟中看到的一切。因为你和别人看到的不同,而且更多。”章红觉得,母亲杨本芬正在这样做。

 

Clicca qui per leggere anche In arrivo “Three-Body”, la serie dal romanzo di fantascienza

 

libro - scrittura 2021-12-21
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Postato da : redazione

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