A maggio di quest’anno i ricercatori cinesi avevano progettato un processore quantistico dal nome “Zuchongzhi”, ora è pronta la versione 2.1
Un gruppo di ricerca cinese ha progettato con successo un sistema di calcolo quantistico a superconduttori programmabile a 66 qubit denominato “Zuchongzhi 2.1”, aumentando significativamente il vantaggio computazionale quantico. Come sottolineato dallo stesso team, questa notevole impresa rende infatti la Cina il primo Paese a raggiungere un vantaggio computazionale quantistico in due percorsi tecnici principali: uno tramite la tecnologia di calcolo quantistico fotonico e l’altro tramite la tecnologia a superconduttori. Lo studio è stato condotto dal celebre fisico quantistico cinese Pan Jianwei ed è stato pubblicato sulle riviste Physical Review Letters e Science Bulletin.
Nel dicembre 2020, i ricercatori hanno realizzato il prototipo di computer quantistico “Jiuzhang” attraverso il quale sono stati rilevati fino a 76 fotoni, ottenendo un vantaggio computazionale quantistico. Quest’ultimo, noto anche come “supremazia quantistica”, indica una schiacciante accelerazione computazionale quantistica, attualmente impossibile per i computer tradizionali. Il calcolo del Gbs (o Gaussian boson sampling, il campionamento del bosone di Gauss) basato sui fotoni e il campionamento casuale dei circuiti quantistici basato sui qubit superconduttori sono due importanti schemi tecnici per dimostrare nei test la velocità di calcolo. Nel maggio di quest’anno, i ricercatori hanno progettato un processore quantistico superconduttore programmabile a 62 qubit che porta il nome di “Zuchongzhi”. Il sistema di calcolo quantistico di “Jiuzhang” è in grado di calcolare il campionamento del bosone gaussiano su larga scala 100.000 miliardi di volte più rapidamente del più veloce supercomputer esistente al mondo.
Nel frattempo, con una migliorata fedeltà media di lettura pari al 97,74%, “Zuchongzhi 2.1” è in grado di eseguire il campionamento casuale su larga scala dei circuiti quantistici a un ritmo che è circa 10 milioni di volte più rapido di quello del più veloce supercomputer esistente. «Questo indica che la nostra ricerca è entrata nella sua seconda fase per iniziare a realizzare il cosiddetto “fault-tolerating quantum computing” e applicazioni a breve termine come l’apprendimento automatico quantistico e la chimica quantistica», ha spiegato Zhu Xiaobo, un membro del team di ricerca.
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