Dal 25 ottobre 1971, con il ripristino dei diritti all’Onu, la Cina rappresenta un importante sostenitore e difensore del multilateralismo
In qualità di seconda più grande economia al mondo, secondo più grande contribuente al bilancio delle Nazioni Unite e membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Cina rappresenta un importante sostenitore e difensore del multilateralismo: è quanto affermato in una recente intervista concessa a Xinhua da Liu Zhenmin, sottosegretario generale per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, secondo il quale il mondo è in attesa di un maggiore sostegno del governo cinese alle Nazioni Unite. Negli ultimi 50 anni, dal ripristino del suo legittimo seggio alle Nazioni Unite, sostiene l’alto funzionario, la Cina non è solo un beneficiario, ma anche un importante contributore al sistema globale. Per Liu, la decisione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di ripristinare tutti i diritti legittimi della Repubblica Popolare Cinese nel sistema delle Nazioni Unite è storica. Ritiene infatti che «abbia apportato benefici non solo alla Cina, ma al mondo intero».
Il 25 ottobre 1971, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nel corso della sua 26esima sessione, ha adottato la risoluzione 2758 con una maggioranza schiacciante, in virtù della quale ha approvato il ripristino di tutti i diritti legittimi della Repubblica Popolare Cinese presso le Nazioni Unite e il riconoscimento dei delegati del suo governo quali unici rappresentanti legittimi della Cina all’Onu. La decisione ha inserito la Cina nel già affermato sistema internazionale incentrato sull’Onu e ha posto una buona base per l’apertura del Paese orientale verso il mondo esterno nel 1978, spiega Liu, aggiungendo che la riconquista del seggio ha aiutato la Cina «ad avere un più ampio rapporto con tutti i Paesi». Nel frattempo, sottolinea l’alto funzionario, la decisione ha anche aiutato le Nazioni Unite a raggiungere l’universalità, dotando il mondo di un sistema internazionale più equilibrato e di un mercato globale unificato che ha facilitato il suo processo di globalizzazione. In merito ai cambiamenti che il mondo sta vivendo a causa della pandemia di Covid-19, Liu sostiene che «la lezione più importante che gli esseri umani hanno imparato dalla pandemia attuale è che qualsiasi risposta a una crisi mondiale futura richiede una collaborazione e un coordinamento a livello globale», aggiungendo che «nessun Paese sarebbe in grado di vivere nell’isolamento» e che il mondo continuerà ad essere integrato, connesso e globalizzato, pertanto tutti i Paesi devono essere preparati su come cooperare nel mondo post-pandemia.
Secondo il sottosegretario, «l’umanità deve essere pronta ad affrontare le crisi future. Dovremmo fare del nostro meglio per avanzare con gli obiettivi dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 nel prossimo decennio». Liu ha anche notato che, grazie ai notevoli risultati raggiunti dalla Cina in tutti i settori, la nazione diventerà sempre più influente, «la Cina ha bisogno del mondo e il mondo ha bisogno della Cina. Si tratta di una logica semplice. Penso che il mondo, le Nazioni Unite, si aspettino che la Cina continui ad essere un importante sostenitore della cooperazione internazionale, dell’Onu e del multilateralismo», afferma l’alto funzionario.
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