Grazie al lavoro e alla dedizione della dottoressa Li, in Cina, il numero dei malati di lebbra si è ridotto drasticamente
Come racconta Xinhua, sulla riva opposta del fiume Luosuo che scorre attraverso il distretto di Menghai, nella provincia dello Yunnan, nella Cina sud-occidentale, decine di villaggi, isolati dal resto del mondo, ospitavano in passato i malati di lebbra. Negli anni ’80, questi villaggi erano come isole ed era proibito entrarvi poiché i pazienti con deformità del viso o degli arti o disabili potevano facilmente spaventare qualsiasi visitatore. Con l’arrivo di Li Huanying, un medico proveniente da Pechino, tutto è cambiato. Nel marzo 1979, Li, che allora aveva 58 anni, fece la sua prima visita in questi villaggi e cominciò subito ad esaminare attentamente le ferite incancrenite dei pazienti.
La lebbra, un’infezione cronica causata da un batterio a crescita lenta chiamato Mycobacterium leprae, può danneggiare la pelle e il sistema nervoso. Inizialmente i pazienti si tenevano consapevolmente a distanza dalla dottoressa Li, perché a quei tempi le persone e anche molti operatori sanitari temevano la malattia, ma l’entusiasmo e la determinazione di Li cambiarono la situazione. I pazienti, a lungo tormentati dalla disperazione e dalla solitudine a causa della discriminazione, gridavano con gioia: «Ecco che arriva la dottoressa che non ha paura della lebbra». «La lebbra ha un’infettività molto limitata e può essere prevenuta e curata. Non è così terribile. Solo raggiungendo i pazienti e portando avanti la ricerca e il trattamento in loco, possiamo alleviare il loro dolore ed eliminare la discriminazione sociale a cui sono sottoposti», ha riferito la dottoressa, che ha avviato un programma pilota e ha allestito un laboratorio di chemioterapia.
Nel 1985, tutti i malati di lebbra nei villaggi sono stati curati con la medicina e la terapia che lei aveva portato con sé. Il 13 aprile 1990, durante il tradizionale festival locale dell’aspersione dell’acqua, che è anche la festa del nuovo anno dell’etnia Dai, gli abitanti del villaggio ribattezzarono la loro città natale in “Mannanxing”, che significa rinascita in lingua Dai. Per più di quattro decenni, Li è stata un’assidua visitatrice del Guizhou, del Sichuan e altre remote aree montuose della Cina, aiutando a curare molti pazienti affetti. Nonostante tutte le difficoltà, compresi alcuni incidenti d’auto che le hanno causato la rottura della clavicola e di alcune costole, Li è rimasta sempre concentrata sul suo lavoro. Grazie ai suoi incessanti sforzi, il numero di malati di lebbra in Cina da 110.000 si è ridotto a non più di 10.000, con un tasso di recidiva annuale di appena lo 0,03%.
Nel 1994, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha condiviso i trattamenti della dottoressa Li con il resto del mondo. Nel 2016, Li ha ricevuto il primo premio cinese alla carriera per la prevenzione e il controllo della lebbra. E nell’agosto di quest’anno, è stata premiata con il titolo di “Role Model of the Time”, conferito dal Dipartimento per la pubblicità del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese. «Continuerò a lottare per un mondo senza lebbra», ha detto la dottoressa Li, ormai centenaria, che lavora ancora all’Ospedale dell’Amicizia di Pechino.
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