La Nasa fa i complimenti alla Cina per la missione, elogiato l’atterraggio della navicella cinese sul pianeta rosso
(XINHUA) – Il lander che trasporta il primo rover cinese su Marte è atterrato sul pianeta rosso. Lo ha confermato sabato l’Agenzia spaziale cinese (CNSA). È la prima volta che una sonda del Paese asiatico atterra su un pianeta extraterrestre. Dal centro di controllo e comando aerospaziale di Pechino Zhang Kejian, capo della CNSA, ha dichiarato: «La missione di esplorazione su Marte è stata un vero successo». Al momento della conferma del successo dell’atterraggio, la sala del centro di controllo si è abbandonata a un tripudio di esultanza e applausi. Il capo Zhang ha commentato: «È un’altra importante pietra miliare per l’esplorazione spaziale della Cina».
La CNSA ha spiegato che la sonda Tianwen-1 è atterrata nella zona prescelta, nella parte meridionale di Utopia Planitia, una vasta pianura nell’emisfero settentrionale di Marte, alle 7:18 del mattino (ora di Pechino). I controllori di terra hanno impiegato più di un’ora per stabilire che l’atterraggio programmato fosse effettivamente avvenuto con successo: hanno dovuto aspettare che il rover dispiegasse autonomamente i pannelli solari e l’antenna per inviare i segnali dopo l’atterraggio. Durante la trasmissione si è verificato un ritardo di più di 17 minuti a causa della distanza di 320 milioni di km tra la Terra e Marte. Tianwen-1, composto da un orbiter, un lander e un rover, è stato lanciato il 23 luglio 2020 dal centro spaziale di Wenchang, sulla costa dell’isola di Hainan, nella Cina meridionale. Il lancio è stato il primo passo nell’esplorazione cinese del sistema solare. L’obiettivo era di completare l’orbita, far atterrare e muovere il rover sul pianeta rosso in un’unica missione.
Il nome Tianwen, che significa “domande al cielo”, proviene da una poesia scritta dal poeta cinese Qu Yuan (circa 340-278 a.C.). Il primo rover cinese su Marte si chiama Zhurong, come il dio del fuoco dell’antica mitologia cinese, che fa eco al nome cinese del pianeta rosso, Huoxing (il pianeta di fuoco). La navicella è entrata nell’orbita di Marte a febbraio, dopo un viaggio nello spazio di quasi sette mesi, e ne ha trascorsi più di due a valutare i potenziali siti di atterraggio. Nelle prime ore di sabato, la navicella ha iniziato a scendere dalla sua orbita di parcheggio e la capsula che racchiude il lander e il rover si è separata dall’orbiter alle 4 del mattino circa. Dopo aver volato per circa tre ore, la capsula ha sfrecciato verso il pianeta rosso ed è entrata nell’atmosfera di Marte a un’altitudine di 125 km, dando inizio alla fase più rischiosa dell’intera missione. Grazie alla forma aerodinamica appositamente progettata della capsula, l’attrito con l’atmosfera marziana l’ha fatta decelerare. Quando la velocità del veicolo si è ridotta da 4,8 km al secondo a circa 460 metri al secondo, si è aperto un paracadute con una superficie di circa 200 metri quadrati, per continuare a ridurre la velocità a meno di 100 metri al secondo. A questo punto il paracadute e lo scudo esterno del veicolo spaziale sono stati sganciati, esponendo il lander e il rover, ed è stato acceso il retrorazzo del lander per rallentare ulteriormente la velocità del veicolo fino a quasi zero. A circa 100 metri di distanza dal suolo marziano, il veicolo si è fermato per identificare eventuali ostacoli e misurare le pendenze della superficie, ha selezionato un’area relativamente piatta e libera ed è sceso lentamente, toccando terra in modo sicuro con le sue quattro gambe cuscinetto.
Geng Yan, funzionario del Lunar Exploration and Space Program Center della CNSA, ha precisato che la discesa della navicella attraverso l’atmosfera marziana, della durata di circa nove minuti, è stata estremamente complicata senza controllo da terra e ha dovuto essere eseguita dalla navicella in modo autonomo. Geng ha aggiunto: «Ogni fase aveva una sola possibilità e le azioni erano strettamente collegate. Se ci fosse stato qualche problema, l’atterraggio sarebbe fallito». Dopo la separazione dalla capsula, l’orbiter, progettato per durare un anno marziano (circa 687 giorni terrestri), è stato sollevato per tornare alla sua orbita di parcheggio, facilitando le comunicazioni tra il veicolo di atterraggio e la Terra. Secondo Geng, il rover Zhurong impiegherà altri sette o otto giorni per rilevare l’ambiente circostante e condurre controlli autonomi prima di sbarcare dal lander sulla superficie marziana.
Il rover Zhurong, simile a una farfalla blu, ha sei ruote ed è alimentato a energia solare. Con una massa di 240 kg, ha una durata prevista di almeno 90 giorni marziani (circa tre mesi sulla Terra). A Tianjin, nel distretto di Wuqing, nel nord della Cina, è stato costruito il più grande radiotelescopio orientabile dell’Asia che, con un’antenna di 70 metri di diametro, è in grado ricevere i dati dalla missione di esplorazione su Marte. Zhao Shu, ingegnere senior presso l’Osservatorio astronomico nazionale dell’Accademia cinese delle scienze, ha spiegato: «Dalle prime immagini che ci ha inviato l’orbiter, vicino alla zona di atterraggio della sonda abbiamo rilevato un grande cratere dal diametro di circa 620 metri». Wang Chuang, uno dei progettisti della sonda della China Academy of Space Technology, ha dichiarato che la telecamera installata sull’orbiter ha scattato immagini dettagliate con una risoluzione di circa 0,7 metri, rivelando che l’area di atterraggio prescelta ha un terreno caratterizzato da molte rocce e più crateri di quanto previsto in precedenza. Il progettista ha infine aggiunto: «Crediamo che il progetto della nostra sonda sia in grado di atterrare ed esplorare la regione».
L’amministratore associato della Nasa Thomas Zurbuchen si è congratulato per l’atterraggio della navicella cinese Tianwen-1: «Congratulazioni al team #Tianwen1 della Cnsa per il successo dell’atterraggio del primo rover di esplorazione di Marte della Cina, #Zhurong! Insieme alla comunità scientifica globale, attendo con gioia gli importanti contributi che questa missione darà alla comprensione del pianeta rosso da parte dell’umanità», si legge in un tweet di Zurbuchen. È la prima volta al mondo che l’ingresso in orbita e l’atterraggio su Marte sono stati completati in una sola missione di lancio e la Cina ha assunto un ruolo di primo piano a livello globale nell’esplorazione del pianeta rosso, ha dichiarato Ye Peijian, un accademico dell’Accademia cinese delle scienze (CAS).
Il rover che prende il nome dal dio del fuoco dell’antica mitologia cinese è dotato di un radar capace di penetrare il suolo, di un laser e di sensori per eseguire rilevamenti nell’atmosfera e nella magnetosfera. L’esplorazione del pianeta rosso non cercherà solo di rispondere alla domanda se c’è o c’è stata vita su Marte, ma aiuterà anche a far luce sulla storia dell’evoluzione e sul possibile sviluppo futuro della Terra, oltre a cercare un potenziale spazio vitale per gli esseri umani, ha affermato Li Chunlai, vice capo progettista della prima missione cinese di esplorazione di Marte.
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