Tra il 1969 e il 1972, ho vissuto per tre anni nelle zone rurali della provincia dello Henan, dove gli agricoltori coltivano il cotone. I campi di cotone sono molto belli e, quando arriva il momento della raccolta, tutti bianchi. Ma a quel tempo i contadini non avevano ancora cibo e vestiti a sufficienza, c’erano molte persone che disponevano soltanto di due abiti per tutto l’anno: una camicia di cotone di una stoffa un po’ più spessa rispetto a una comune camicia e una giacca imbottita. All’epoca, per i contadini, il cotone era una coltura preziosa che permetteva loro di proteggersi dal freddo e, a differenza di oggi, non era ancora possibile esportarlo.
Negli ultimi anni, sono stata due volte nello Xinjiang e ho visitato le piantagioni di cotone. I coltivatori di cotone sono discendenti dei Corpi d’armata, ma anche uiguri del posto che lavorano insieme. I Corpi di Produzione e Costruzione dello Xinjiang sono stati istituiti nel 1954 ed erano composti da membri dei corpi d’armata dell’Esercito Popolare di Liberazione. Successivamente, il loro incarico non fu più quello di combattere, ma di partecipare alla costruzione dello Xinjiang.
La maggior parte delle trapunte dei cinesi sono fatte di cotone e il cotone prodotto nello Xinjiang è particolarmente apprezzato.
Da oltre un anno l’epidemia dilaga in tutto il mondo e tutti hanno visto l’atteggiamento avuto dagli Stati Uniti nei confronti della Cina. Con il cambio di governo negli Usa, la situazione sta peggiorando e, con il protrarsi dell’epidemia, la nuova guerra fredda si sta gradualmente intensificando.
La Cina pensa ingenuamente di potersi sollevare pacificamente e che la sua ascesa possa essere accolta positivamente dal mondo. Ma la strada della continua apertura della Cina incontra ostacoli che non incontrava da quattro decenni.
L’alto profilo statunitense a livello globale rafforza le alleanze, spingendo il mondo, in particolare l’intero Occidente, contro la Cina. Giocare con la questione dei diritti umani nello Xinjiang ha fatto sì che l’Unione europea e alcuni Paesi non abbiano avuto altra scelta che accodarsi, ma la Cina non può cedere sul fronte della salvaguardia della sovranità e della stabilità nazionale. La stabile cooperazione economica e commerciale dell’Ue e di alcuni Paesi con la Cina, durata per molti anni, potrebbe subire colpi fatali, mentre alcuni Paesi asiatici vicini, che hanno conflitti con la Cina per interessi territoriali, in questo momento hanno le spalle coperte.
Forse, a causa delle differenze tra la cultura cinese e quella occidentale, gli Stati Uniti e l’Occidente hanno giudicato erroneamente il futuro sviluppo cinese. La Cina sta attraversando una dura prova, gli Stati Uniti hanno stabilito alleanze, costringendo anche la Cina a farlo. La formazione di un nuovo antagonismo mondiale pone grandi pericoli potenziali e non è vantaggiosa per la pace mondiale.
Che il cane morda l’uomo non è una notizia, ma che l’uomo morda il cane lo è. Alcuni media attirano l’attenzione dei lettori prima con le notizie e poi con i fatti, potrebbero quindi essere responsabili delle influenze negative generate da questi avvenimenti. Pertanto, la questione dei diritti umani nello Xinjiang ha indotto il mondo a condannare la Cina. Di fatto qual è la verità? Aspettando che lo stato dei fatti emerga, si farà tardi e il fumo della guerra si accenderà.
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha sottolineato che l’Ue dovrebbe avere una propria politica indipendente nei confronti della Cina, ma è più facile a dirsi che a farsi!
La Cina, nel processo di continua apertura, nonostante gli attuali ostacoli, può tuttavia riepilogare le lezioni e imparare gli aspetti positivi dell’Occidente, cosa che sarà utile per ottimizzare il proprio sistema. Il principio della cultura cinese secondo cui “la superbia è rovinosa e la modestia ripaga” certamente aiuterà la Cina a fare meglio.
Non bisogna sottovalutare il nazionalismo, fa parte dello spirito del popolo cinese. La disposizione mondiale sta cambiando a causa dell’ascesa della Cina e l’antica cultura cinese dovrebbe essere valorizzata, una “condotta virtuosa” dovrebbe essere la regola che in futuro guiderà il mondo.
A causa degli avvenimenti che hanno coinvolto il cotone dello Xinjiang, mi tornano sempre in mente i campi di cotone nelle zone rurali dello Henan di cinquant’anni fa e le giacche imbottite dei contadini, come anche la gioia dei discendenti dei Corpi dello Xinjiang dopo la raccolta del cotone. Dietro il cotone morbido e bianco ci sono le vicissitudini di persone comuni e la competizione tra i Paesi. Sospirando mi chiedo: quando il mondo sarà migliore?



