La manifattura della porcellana unisce culturalmente la Cina e il Tibet sin dai tempi delle antiche dinastie
Zhou Huayong è un cinese di Jingdezhen, una città della Cina orientale conosciuta come la “capitale della porcellana”, che da quindici anni gestisce un negozio di porcellane nella regione autonoma del Tibet, a Lhasa. Come è noto, sin dai tempi antichi, e soprattutto sotto la dinastia Tang, la porcellana è stata uno dei prodotti più commerciati tra la Cina e il Tibet, una vera e propria risorsa cruciale che testimonia da sempre il forte scambio culturale tra i gruppi etnici Han e quelli tibetani.
Il Tibet, infatti, tiene in particolar modo a tali tesori di manifattura, tanto che, come riporta Xinhua, attualmente il Paese detiene più di 10.000 pezzi di cimeli tradizionali di porcellana, risalenti principalmente alle dinastie cinesi antiche, per lo più conservati nel Palazzo Potala, presso il Museo del Tibet e nella stragrande maggioranza dei monasteri della regione autonoma. Tra le varie preziosissime reliquie vi è anche una ciotola multicolore realizzata durante la dinastia Ming (1368-1644 d.C.), che fu donata dalle stesse autorità cinesi del tempo e che attualmente è conservata presso il monastero Sakya. Il monastero vanta una ricchezza a dir poco notevole di splendidi cimeli culturali imperiali, che attestano l’aspetto estetico “tradizionale” della lavorazione della porcellana.
Da questo punto di vista, l’amore per la porcellana sembra essere profondamente radicato in Tibet, dato che ogni famiglia usa tazze di questo materiale per le celebrazioni e per le festività nonché per la quotidiana consumazione del tè. Pertanto, come ha sostenuto Zhou Huayong, che da diversi anni vive dei suoi stessi profitti derivanti dalla passione per la manifattura, «nei tempi moderni, e soprattutto se si guarda ai rapporti sino-tibetani, coloro che si occupano della lavorazione e del commercio della porcellana possono essere considerati come dei “moderni messaggeri culturali della nuova era”, i quali non solo promuovono l’antichissima cultura della porcellana, ma testimoniano, allo stesso tempo, il fervido scambio culturale tra i diversi gruppi etnici cinesi e tibetani».
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