Il 13esimo Congresso nazionale non confina il dibattito nella realtà cinese, ma si ispira ad un modello ideologico di coesistenza globale
Il 5 marzo, durante la riunione di apertura della quarta sessione del 13esimo Congresso nazionale del popolo cinese, il premier Li Keqiang ha presentato all’intera commissione politica un rapporto in cui vi erano elencati gli obiettivi per lo sviluppo socio-economico nazionale dei prossimi cinque anni nonché le priorità politiche del 14esimo piano quinquennale, tese a raggiungere la completa modernizzazione socialista della Cina. Nel suo documento, Li Keqiang ha riassunto i grandiosi risultati storici del Dragone relativi all’anno 2020, anno ricordato per la sua «straordinarietà nella storia della Repubblica Popolare Cinese», dato il grande successo nazionale nella lotta contro il COVID-19, nella crescita sostenuta del PIL e dell’economia interna e nella conquista della vittoria nella lotta contro la povertà, intesa come tassello cruciale nell’edificazione di una società moderatamente prospera nonostante le difficoltà storiche dell’annus horribilis.
Da questo punto di vista, Li Keqiang ha sostenuto che il 14esimo piano quinquennale sarà quello decisivo per il Dragone, dal momento che il Partito è pronto ad intraprendere un nuovo viaggio per costruire un Paese socialista moderno sotto tutti gli aspetti sociali, assicurandosi di concretizzare gli obiettivi economici e di sviluppo preposti per il 2035. Ciononostante, tra le varie priorità sociali, figura un nuovo modello di sviluppo di respiro globale. Nello specifico, Xi Jinping ha ribadito che il 14esimo piano quinquennale affonda le sue radici nella «filosofia di uno sviluppo innovativo, coordinato, verde, aperto e condiviso dall’intera umanità», che contempla nuovi sforzi e nuove missioni ideologiche tese a garantire una corretta e coerente pianificazione internazionale.
La filosofia di sviluppo del Dragone, infatti, non si localizza esclusivamente nella realtà cinese, al contrario, Pechino sta mettendo in atto progetti che non circoscrivono il suo territorio, ma che mirano ad un modello più universale. Al riguardo, dal punto di vista prettamente economico, Xi ha sostenuto che si dovrebbe approfondire la “doppia circolazione” per mezzo di una cooperazione multilaterale rinnovata che prevede la valorizzazione, da parte della Cina, delle sue risorse innovative e la promozione di un’interazione positiva e di alta qualità con la realtà globale. Nello specifico, il modello della “doppia circolazione” implica un maggiore impegno all’interno del mercato mondiale teso a promuovere nuovi investimenti nel commercio estero e, al contempo, l’ottimizzazione della connettività infrastrutturale all’interno dell’ASEAN e della Belt and Road.
Per quanto riguarda la società e l’armonia internazionale, domenica 7 marzo Xi ha sottolineato anche che è necessario che ogni regione si sforzi nel proprio ammodernamento e “rivitalizzazione interna” a partire della classica teoria socialista di “operare sulla base dei fatti concreti”, quindi studiando le condizioni locali al fine di garantire ai cittadini una vita migliore, un maggior benessere sociale e l’accessibilità egualitaria ai servizi pubblici di base per mezzo dell’approccio “incentrato sulle persone”. Da questo punto di vista, i massimi leader cinesi, che continuano a riunirsi per deliberare su tematiche relative al 13esimo Congresso nazionale del popolo, tra cui Li Keqiang, Li Zhanshu, Wang Yang, Wang Huning, Zhao Leji e Han Zheng, tutti membri del Comitato Permanente dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, sono consapevoli del fatto che la Cina dovrà affrontare nuove sfide quest’anno, dati gli obiettivi prefissati da Pechino, che cessano di puntare sulla quantità e che prediligono la qualità. Al riguardo, Zhao Leji, segretario della Commissione centrale per l’ispezione disciplinare del PCC, ha manifestato il desiderio di potenziare la giusta condotta dei membri del Partito al fine di diffondere i precetti della moralità e dell’ideologia socialista in tutte le aree sociali.
Tuttavia, l’idea dell’armonia e della coesistenza pacifica, che sta abbracciando realtà sempre più variegate, implica anche una maggiore adattabilità e un’applicazione della democrazia socialista in riferimento ai dibattiti che concernono la sicurezza nazionale, per esempio riguardo al tema della legislazione di Hong Kong. Difatti, sebbene la Cina continui a propagandare l’idea del “un paese, due sistemi”, Han Zheng, capo del gruppo dirigente centrale sul lavoro di Hong Kong e Macao, ha sostenuto che il governo cinese attribuisce grande importanza a questioni come il sistema elettorale di Regione amministrativa speciale (RAS), e che è disposto ad ascoltare le opinioni di tutte le parti legislative coinvolte. A tal proposito Carrie Lam, politica hongkonghese, nonché capo esecutivo di Hong Kong, ha sostenuto che il sistema politico dell’isola rientra nell’ambito dell’autorità del governo centrale e, più in generale, interessa la consultazione propriamente pubblica, pertanto si necessita un progetto dettagliato per rivedere il sistema elettorale di Hong Kong, con l’obiettivo di correggere in modo collaborativo certe lacune esistenti, tra cui procedure, riforme imminenti della revisione elettorale e la rettifica di leggi locali.
Per quanto riguarda la difesa del rispetto reciproco nonché dell’appello alla non ingerenza reciproca negli affari interni, Wang Yi, consigliere di Stato cinese e ministro degli Affari Esteri, ha insistito sulla magnanimità della diplomazia cinese come grande simbolo del soft power del Dragone, il cui coinvolgimento sempre più acceso, attivo e costruttivo con gli altri Paesi sta avendo un impatto significativo sulla formazione delle attuali prospettive diplomatiche della Cina a livello internazionale. In merito a ciò, la conferenza stampa di domenica ha testimoniato gli sforzi di Pechino tesi a salvaguardare la pace nel mondo nonché a promuovere nuove soluzioni che si astengano dall’adottare strategie egoistiche. In riferimento all’approccio filosofico-diplomatico di ampie vedute da parte della Cina, Wang Yang, presidente del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese, ha insistito sulla necessità di scoraggiare qualsiasi tentativo di inasprire le relazioni multilaterali, specificamente quelle con Washington e quelle attraverso lo Stretto di Taiwan, al fine di mantenere la coesistenza pacifica anche per quanto concerne la deliberazione con gli altri legislatori.
Tutti questi sembrano essere i prerequisiti fondamentali per costruire una nuova Cina socialista bella, forte, prospera e armoniosa, attingendo agli ideali socio-politici che motivano i membri del Partito e che adesso sono tutti concentrati sulla concretizzazione della missione del 14esimo piano quinquennale nonché del progetto più universale che mira a costruire una realtà internazionale più collaborativa, dove si possano estirpare attriti di natura ideologica ed instaurare un dialogo più impegnato e solidale.
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