Il magistrato di epoca Tang dalla forte morale rivela le trame della letteratura giudiziaria della Cina antica
Grazie a Robert van Gulik (1910-1967), sinologo e scrittore che si è occupato della traduzione dell’opera de I celebri casi del giudice Dee, oggi possiamo familiarizzare con uno dei massimi funzionari di epoca Tang (618-907 d.C.), che più si è distinto per il suo senso del dovere nelle indagini giudiziarie. Il giudice Dee, che secondo i documenti storici si chiamava Di Renjie (630-700 d.C.) e che era stato un abile magistrato presso la corte dei Tang, soddisfa, infatti i precetti della letteratura giudiziaria cinese di epoca antica all’interno della quale i giudici, che rivestivano per lo più il ruolo di funzionari governativi, erano dipinti come uomini onesti, giusti e imparziali: questi, infatti, erano i requisiti morali fondamentali per risolvere le intricatissime trame omicide della Cina imperiale.
Quest’opera, un romanzo giallo dagli intrighi estremamente complessi, i quali contemplano omicidi tra mercanti, apparizioni di spettri che rivendicano giustizia sulla propria tomba e avvelenamenti di spose proprio all’avvento delle nozze, è fondamentale soprattutto perché aiuta la letteratura mondiale a comprendere il funzionamento del sistema giudiziario della Cina antica, dove il magistrato Dee risolve i suoi casi sia grazie alla sua astuzia e alla sua lungimiranza, ma anche grazie all’ausilio di forze esterne e “soprannaturali” che guidano le sue azioni. Difatti, la letteratura gialla della Cina imperiale, oltre ad essere notevolmente diversa da quella occidentale per via di un approccio investigativo diverso e molto più ostico, è ricolma di numerosi personaggi, di minuziosi dettagli e di elementi soprannaturali che spesso tendono ad illuminare le azioni dei giudici e che si ricollegano alla cosmologia e alla filosofia cinese.
Da un punto di vista prettamente storico, sebbene l’autore originale sia sconosciuto, sappiamo che questo romanzo poliziesco fu scritto durante il XVIII secolo. L’opera, infatti, è estremamente interessante per via delle sue testimonianze degli intrighi di corte del Celeste Impero, i quali hanno sviluppato una tradizione letteraria di cronache giudiziarie e investigative molto tempo prima che la narrativa occidentale si cimentasse nella scrittura di gialli.
Clicca qui per leggere anche La montagna dell’anima, la poetica spirituale di Gao Xingjian



