Il Dragone vuole dire addio alle banconote cartacee e digitalizzare lo yuan. In corso i test di affidabilità tecnica della valuta digitale
Nel 2017, nel portafoglio di più di tre quarti dei cinesi già non si contavano quasi più le classiche banconote cartacee, tanto che si è iniziato a parlare dell’avvento di un vero e proprio “portafoglio digitale”. Negli ultimi anni, i pagamenti digitali hanno continuato a crescere, soprattutto se si pensa all’uso dei codici QR e ai pagamenti “mobile” di WeChat Pay e Alipay, le app di pagamento digitali più popolari in Cina, che hanno contribuito allo sviluppo di una società sempre più “cashless”.
I dati riportano che circa l’86% della popolazione, ormai, ha abbandonato l’utilizzo di contanti: in effetti, il pagamento “cashless” sta evolvendo parallelamente all’era della digitalizzazione, nonché in linea con lo sviluppo delle tecnologie intelligenti e con gli investimenti nel commercio elettronico. Tuttavia, non tutti approvano l’e-commerce, soprattutto le fasce sociali più anziane che, faticando a stare al passo con le rapidissime manovre tecnologiche cinesi, e navigando lungo l’onda conservatorista, ritengono che questa forma di pagamento possa danneggiare lo status giuridico dello yuan, nonché il diritto dei consumatori di scegliere il pagamento in contanti. Eppure, la modernità avanza e la Cina sembra voler lanciare un vero e proprio “renminbi digitale” come nuovo tipo di valuta “contactless”, in linea con il progetto di edificare una società sempre più all’avanguardia.
Inoltre, il Dragone ha in mente di internazionalizzare la sua valuta digitale per semplificare il regolamento delle transazioni commerciali, con particolare riferimento ai membri della Nuova Via della Seta, i quali si pensa possano essere più agevolati negli scambi economici. All’interno di questo quadro, la Banca Centrale Cinese spera di poter implementare ulteriormente lo yuan digitale a partire dalla convinzione secondo cui, in futuro, l’abbandono definitivo dei contanti possa prevenire attività illegali quali il riciclaggio di denaro, data la possibilità di tracciare le singole transazioni digitali.
Su questa prospettiva, Cao Yin, amministratore delegato della Digital Renaissance Foundation di Shanghai, prevede che la Cina implementerà la valuta digitale su vasta scala intorno all’anno 2023; tuttavia, è bene fare prima dei “test pubblici”, in modo tale che tutti i commercianti e i consumatori possano confrontarsi con la nuova modalità di pagamento, come già è avvenuto a Suzhou alla fine del 2020. Infatti, lo “e-yuan” è già stato testato pubblicamente grazie alla distribuzione da parte delle autorità di “pacchetti rossi” da 20 milioni di yuan in lotteria sotto forma di “renminbi digitale”, con l’obiettivo di testare l’affidabilità tecnica della valuta a livello sociale.
Un ulteriore test verrà riproposto a fine febbraio in diverse città e, se avrà esiti nuovamente positivi, si pensa che Pechino inaugurerà l’impiego della valuta digitale per i Giochi olimpici alla fine del 2022. Senza dubbio la Cina sta abbracciando sempre più un’economia digitale il cui sviluppo contribuirà a soddisfare le esigenze “ultramoderne” dei consumatori, i quali godranno, nel prossimo futuro, di una modalità di pagamento all’avanguardia che dirà addio in maniera definitiva alle banconote tradizionali.
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