Alla vigilia dell’anniversario, i vertici della politica commentano i risultati conseguiti dal partenariato e discutono prospettive future
Alla vigilia del 50esimo anniversario celebrativo dell’istituzione dei rapporti bilaterali tra Roma e Pechino, Xi Jinping e Sergio Mattarella traggono un bilancio degli eventi che hanno scandito la comune storia passata, discutendo al contempo le future prospettive atte a garantire il sano sviluppo delle relazioni sino-europee. In un colloquio telefonico nella giornata di ieri, Xi Jinping ha reso note al Presidente della Repubblica le sue valutazioni circa i risultati conseguiti dal partenariato sino-italiano, ritenuto un solido ed istruttivo esempio di cooperazione.
Xi Jinping ha giudicato positivamente il rapporto bilaterale, che negli anni si è protratto nel segno del rispetto e della fiducia reciproci, resistendo alle mutazioni intervenute nel panorama internazionale. L’intesa tra Cina e Italia è stata inoltre descritta come «un esempio per la comunità internazionale», che dimostra pienamente come il superamento dei propri schemi culturali costituisca una premessa necessaria diretta a produrre una cooperazione reciprocamente vantaggiosa a più livelli. Xi Jinping ha inoltre dato voce al sostegno del governo cinese alla lotta italiana alla pandemia, rinnovando anche l’appoggio di Pechino all’imminente presidenza italiana al G20.
Simile l’opinione del presidente Sergio Mattarella, che ha esortato al multilateralismo e alla collaborazione internazionale nella risposta alle future e pressanti sfide globali imposte dalla COVID-19 e dal cambiamento climatico. Reciproci messaggi di congratulazioni trasmessi anche dal premier Giuseppe Conte e Li Keqiang, suo corrispettivo a Pechino; entrambi hanno confermato il loro impegno nella costante promozione della partnership tra i due Paesi, definita da Conte «dalle prospettive brillanti».
I rapporti diplomatici tra l’Italia e la Repubblica Popolare hanno avuto formalmente inizio il 6 novembre 1970, quando Pietro Nenni, allora ministro degli Esteri, presentò la proposta di riconoscimento della Repubblica Popolare; l’atto successivo fu la nomina dei rispettivi ambasciatori da parte dei due Paesi.
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