A Sanmenxia, nella Cina centrale, sono state trovate oltre 600 tombe, risalenti a vari periodi storici. Le più antiche sono di 2000 anni fa
Più di 600 tombe antiche sono state trovate sulle sponde del Fiume Giallo da un team di archeologi cinesi, oltre a circa 2.000 oggetti di sepoltura. Gli studiosi ritengono che quasi la metà delle tombe risalga agli anni tra il periodo degli Stati Combattenti (475 a.C.-221 a.C.) e quello della dinastia Han (202 a.C.-220 a.C.).
Gli altri reperti risalgono a diverse dinastie, tra cui quella dei Tang (618-907), Song (960-1276), Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911), secondo le dichiarazioni di Zheng Lichao, capo dell’Istituto di reperti culturali e archeologici di Sanmenxia. Le tombe sono state individuate dagli archeologi in un sobborgo della città di Sanmenxia, nella provincia cinese centrale di Henan. La scoperta è stata quasi fortuita, infatti il team stava esaminando il sito per la ristrutturazione di una baraccopoli locale. Dall’ottobre del 2017, sono stati scavati 37.600 metri quadrati, alla ricerca di nuovi reperti.
Finora sono stati catalogati più di 2.030 oggetti di sepoltura, fra ceramiche, oggetti in bronzo, ornamenti in oro e argento, manufatti in giada. Importante il ritrovamento di alcuni rari cimeli culturali, come un vaso di bronzo dal collo a forma di cigno risalente a 2.000 anni fa.
Situata tra Xi’an e Luoyang, due antiche capitali della storia cinese, Sanmenxia fungeva da crocevia militare ed economico. Gli esperti ritengono che la scoperta possa fornire informazioni preziose sullo sviluppo delle tecniche di sepoltura nell’area di Sanmenxia e far luce sul suo declino in seguito allo spostamento del centro del potere politico.
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