Nelle aspre regioni del Tibet vive una comunità di pastori, che da sempre ha dovuto affrontare la povertà. Ora non più, grazie ai cavalli Chakouyi
Nel periodo delle Primavere e degli Autunni visse un uomo detto Bo Le. Riconosciuto come il miglior domatore di cavalli mai esistito, era acclamato per la sua straordinaria capacità di comprendere questi nobili animali. Oggi, poche sono le persone a poter meritare questo titolo onorifico: Hu Wanliang è uno di loro. Hu è una figura di spicco nella comunità tibetana di Zhoujiayao, avendo creato ricchezza per sé e per l’intero villaggio. Tutto grazie al suo “fiuto” per i cavalli di valore, alla sua passione e testardaggine.
Nel lontano 1988, Hu si è avvicinato all’allevamento dei cavalli, assaggiando fin da subito la parte aspra di questo, seppur allettante, frutto. «Una volta ero povero e a volte non mangiavo», afferma con un sospiro. «Con un solo cavallo o due tenuti dalla famiglia, non c’era modo di venderli. Né si potevano vendere a un buon prezzo». Ma nonostante le difficoltà, non si è arreso. Dal 2012, l’allevamento di animali ha dato nuova linfa all’economia della contea tibetana di Tianzhu. La zona, sede storica di una importante stazione di posta lungo l’antica Via della Seta, gode di un terreno fertile, di acqua abbondante e di sconfinate praterie. Caratteristiche che rendono l’ambiente ideale per l’allevamento dei cavalli Chakouyi, una razza nativa di quei territori.
Nonostante le ristrettezze finanziarie nelle quali versava, Hu non si è lasciato scappare l’occasione. Sostenuto dal governo locale, l’uomo ha raccolto 800.000 yuan (circa 112.500 dollari americani) per la costruzione di una stalla. Lunghe notti insonni lo hanno accompagnato nei mesi successivi, fin quando non sono arrivati i primi frutti di quel rischioso investimento. Con la sua esperienza decennale nella cura dei cavalli, Hu è riuscito ben presto a distinguersi, trovando acquirenti anche da lontano. Già nel 2012, la sua scuderia contava 30 cavalli. Ad oggi, questo numero è più che raddoppiato. «Un bel cavallo può essere valutato fino a 40.000 yuan. Non dovrebbe essere un problema venderne sette o otto – o, al massimo, più di 50 – in un anno», afferma. Con la buona volontà, Hu e la sua famiglia stanno ponendo le fondamenta per una vita migliore. «Abbiamo costruito una nuova casa. Il mutuo è stato estinto. Tutto va bene».
Ben presto l’esempio di Hu è stato seguito da molte altre persone. Sono tre le fattorie nel suo villaggio dove si allevano cavalli, dando lavoro a più di 20 famiglie. La contea vanta oltre 5.000 cavalli Chakouyi, con i quali molti pastori locali hanno guadagnato una piccola fortuna e spezzato il ciclo della povertà. Gli allevatori sono riusciti a sfruttare l’ottima reputazione di questa razza di cavalli, famosi per la loro velocità e grazia. Vengono infatti organizzate delle gare, con la partecipazione di un gran numero di turisti. «Ogni anno più di 10.000 turisti vengono qui durante le corse», ha detto Hu. «È una vera e propria gioia per noi quando comunichiamo con gli appassionati di corse di cavalli provenienti da fuori della contea, o anche al di fuori della provincia».
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