Sono iniziate le misure preventive nelle regioni del nord-ovest e del sud-ovest della Cina per l’invasione di locuste del deserto
(XINHUA) Le regioni di confine nel nord-ovest e nel sud-ovest della Cina hanno rafforzato le misure di prevenzione e monitoraggio dell’infestazione di locuste del deserto, mentre un numero sempre maggiore di Paesi asiatici si trova ad affrontare la piaga di questi parassiti dannosi per i raccolti. Secondo le previsioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), l’infestazione di locuste del deserto, partita dall’Africa, potrebbe durare fino a giugno, con sciami che potrebbero crescere fino a 500 volte le dimensioni attuali.
Ad oggi, questi ortotteri sono diffusi dall’Africa orientale fino all’India e al Pakistan, mentre vari esperti ritengono che potrebbero entrare in Tibet da questi due Paesi limitrofi e da qui raggiungere la provincia sudoccidentale cinese dello Yunnan dal Myanmar o invadere la Regione autonoma dello Xinjiang Uygur, nella Cina nord-occidentale, attraverso il Kazakistan. L’Amministrazione nazionale cinese per i pascoli e la selvicoltura ha recentemente sollecitato le autorità locali a intensificare le operazioni di monitoraggio, a emettere prontamente avvisi e allarmi in merito, a rafforzare la formazione del personale e a elaborare o aggiornare i piani di intervento in caso di emergenza, per contrastare la possibile infestazione di questi ortotteri.
Secondo l’ufficio provinciale dello Yunnan per i pascoli e la selvicoltura, le autorità locali installeranno una rete di monitoraggio composta da circa 120 impianti lungo le aree di confine della provincia, per impedire un’invasione di locuste del deserto e la loro diffusione in altre regioni del Paese. Il dipartimento provinciale per l’agricoltura e gli affari rurali ha inoltre incaricato i dipartimenti competenti di elaborare un piano di prevenzione e contenimento di questi insetti e di introdurre nuove tecniche di disinfestazione.
La Prefettura autonoma Dai e Jingpo di Dehong, situata nello Yunnan, confina con il Myanmar. Qui vari addetti alla tutela delle specie vegetali locali sono stati mobilitati per esaminare i campi coltivati. Finora sono stati controllati oltre 166 ettari di colture e non sono state rinvenute locuste del deserto nella prefettura cinese. Secondo le statistiche diffuse dal quartier generale in Xinjiang per il monitoraggio delle infestazioni di locuste e ratti, tra il 2015 e il 2019, questi parassiti hanno colpito ogni anno oltre 2 milioni di ettari di pascoli, mentre oltre un milione di ettari di praterie sono stati disinfestati.
Quest’anno, secondo le previsioni degli studiosi di Xinjiang, sussiste un’elevata possibilità di infestazione da parassiti nei pascoli della regione, che potrebbe essere causata da diversi tipi di locuste. Sebbene il rischio di insorgenza di infestazioni su larga scala nella zona meridionale di Xinjiang resti contenuto, questa vasta regione confina con otto diversi Paesi e, secondo gli esperti, le locuste migratorie potrebbero raggiungerla facilmente. Allo stesso tempo, le autorità dello Xinjiang hanno intensificato gli sforzi di monitoraggio e prevenzione, mobilitando il personale e organizzando strutture dedicate, aerei e pesticidi per far fronte ai rischi.
Intanto, anche la Regione autonoma cinese del Tibet si sta organizzando. «Negli ultimi anni, il Tibet ha affrontato crescenti rischi di invasioni di locuste a causa dell’impatto dovuto al riscaldamento globale», ha spiegato Nyima Zhaxi, decano dell’Accademia delle scienze agricole e zootecniche del Tibet. «Pertanto, non dobbiamo mai abbassare la guardia ma prendere le dovute precauzioni».
Le autorità della Prefettura cinese di Xigaze, che confina con Nepal, Bhutan e India, hanno costituito un gruppo di lavoro ad hoc e intensificato la sorveglianza e il pattugliamento dei passi e delle valli montane, preparandosi a fronteggiare l’emergenza con materiali necessari alla disinfestazione delle locuste, compresi i pesticidi. «I pascoli di Xigaze sono di scarsa qualità e le praterie non crescono rigogliose», ha spiegato Lhaba Toinzhub, funzionario di un dipartimento forestale locale. «Se le locuste del deserto dovessero raggiungere la Cina su vasta scala, potrebbero avere un significativo impatto sulla zootecnia locale».
Secondo il dipartimento agricolo della prefettura di Ngari, la semina primaverile locale inizierà a fine aprile e durerà fino a metà maggio, mentre le autorità competenti hanno tenuto d’occhio l’andamento delle infestazioni delle locuste all’estero. (XINHUA)
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