A Ranyi, nel centro del Sichuan, si stima che vengano prodotte oltre 100 milioni di sciarpe cerimoniali hada all’anno mentre il numero di residenti permanenti in città non supera le 30.000 persone.
(XINHUA) – CHENGDU, 18 NOV – Per centinaia di anni, le sciarpe cerimoniali ‘hada’ (note anche come ‘khata’ o ‘khatag’) sono state fondamentali nella vita quotidiana dei tibetani. Ma da dove provengono? A migliaia di miglia di distanza dall’altopiano tibetano, il raso candido come la neve è intessuto dietro le pareti di mattoni e nelle abitazioni in legno di una piccola città chiamata Ranyi, nella provincia sud-occidentale cinese del Sichuan.
Per quasi due secoli, questa località ha prodotto sciarpe cerimoniali hada da indossare nei pellegrinaggi al Palazzo del Potala e ai monasteri buddisti tibetani o in occasione delle visite familiari tradizionali in tutto il vasto territorio della Cina occidentale. Si stima che ogni anno vengano prodotte a Ranyi oltre 100 milioni di sciarpe cerimoniali hada, mentre il numero di residenti permanenti in città non supera le 30.000 persone.
Già nell’XI secolo, le genti di etnia Han e il popolo tibetano istituirono un profondo legame commerciale, basato per lo più sugli scambi di tè e cavalli. La famosa Via del Tè e dei Cavalli, che collega il bacino del Sichuan con l’altopiano tibetano, cominciò allora a passare per Ranyi.
Tè, sciarpe hada, seta e grano prodotti nel bacino del Sichuan venivano trasportati in Tibet in cambio di medicinali, oro, pellame e lana. Alcuni credono che il sostantivo hada derivi da una parola mongola che significa “sciarpa”.
Ne ‘Il milione’, l’esploratore veneziano Marco Polo menzionò lo scambio di regali di colore bianco da parte degli imperatori della dinastia Yuan (1271-1368) con il proprio popolo in occasione del nuovo anno, oggetti che alcuni studiosi ritengono fossero proprio sciarpe. Altri sostengono che in lingua tibetana hada significhi “decorare con oggetti bianchi“, un termine evolutosi dalla tradizione tibetana di decorare le nuove abitazioni con fili di lana candida.
Nonostante le varie origini di queste sciarpe, i residenti di Ranyi sanno con certezza quando i loro antenati hanno iniziato l’attività di produzione delle hada. Hu Pengfei, 36 anni, ricorda che suo nonno iniziò a lavorare a mano i tessuti e a produrre queste sciarpe negli anni Quaranta.
La produzione delle hada richiede oltre 20 passaggi: dalla piantagione degli alberi di gelso, all’allevamento del baco da seta, alla trattura fino alla produzione del tessuto e all’imballaggio. Allora il livello della produzione era piuttosto limitato e il nonno di Hu era in grado di vendere sciarpe hada “solo una volta ogni uno o due anni“. E ogni volta che lo faceva, assumeva una decina di facchini per trasportare i prodotti nelle città vicine di Ya’an e Kangding.
Negli anni Novanta, quando il padre di Hu rilevò l’attività, i lavoratori furono sostituiti dai macchinari e gli uffici postali presero il posto dei trasportatori. La stretta e antica Via del Tè e dei Cavalli fu gradualmente abbandonata e sepolta dalle erbacce. Quando Hu rilevò in prima persona l’attività di famiglia, un’autostrada di recente costruzione avvicinava ormai ancora di più il Sichuan e il Tibet.
Gallerie e ponti hanno così sostituito i ripidi e pericolosi sentieri di montagna. Se il nonno di Hu aveva bisogno fino a un mese per andare e venire da Ranyi a Kangding, oggi il trentaseienne impiega soltanto un giorno per terminare l’intero percorso. “Gli ordini dall’estero rappresentano circa un quinto della nostra attività“, sottolinea Hu. Le hada prodotte dalla sua azienda sono infatti vendute in India, Nepal, Malesia e Singapore.
Grazie all’incremento delle vendite, è aumentata anche la domanda dei consumatori in termini di qualità e varietà del prodotto. “In passato, le sciarpe hada di alta qualità in lana e seta naturali rappresentavano non più del 10% della nostra produzione“, afferma Zhi Xuewen, direttore generale di una società del settore di stanza a Ranyi. “Adesso rappresentano tra il 30% e il 40% del prodotto“.
Per attrarre i giovani consumatori, i produttori di sciarpe hada hanno continuamente migliorato il processo produttivo e l’esperienza degli acquirenti. In precedenza, i consumatori dovevano tagliare i tessuti in vari pezzi di lunghezza appropriata poiché erano venduti solo in grandi rotoli.
Oggi, l’azienda di Zhi taglia direttamente le sciarpe e le impacchetta per la vendita. Oltre a modelli tradizionali come quelli con gli Otto simboli di buon auspicio del buddismo o le benedizioni scritte in caratteri tibetani, sono sempre più popolari anche le sciarpe con motivi personalizzati e parole specifiche, anche in inglese, pensate per varie occasioni e scopi. Come il tè cinese, anche le sciarpe hada continueranno a tessere nuovi capitoli per gli scambi culturali in Cina e con il resto del mondo.
(XINHUA)



